COM’ERA?! AH SI… PINGUINI TATTICI NUCLEARI

Pinguini chi?!

Sì, avete letto bene… Pinguini Tattici Nucleari. È proprio questo il nome dell’irriverente gruppo “indie” che si sta facendo strada nel mondo della musica. Eccomi qui per proporvi un interrogativo a cui solo il tempo saprà rispondere… Questi pinguini…stella nascente o cometa dal breve ma intenso bagliore?

Il gruppo nasce nel 2010, quando all’oratorio suonano canzoni di chiesa in chiave metal. L’attuale formazione della band, che ha subito diversi cambiamenti sembra ora aver trovato l’equilibrio giusto.

Il nome di certo non può che incuriosire e gli stessi membri raccontano:

“Il nome nacque in una birreria nel bresciano. Sul catalogo c’era una birra da 60 euro, la “Tactical nuclear penguin”, una birra super alcolica in edizione limitata che è stata per molto tempo la birra dalla gradazione alcolica maggiore in circolazione”

Tutti i membri, anche se seguendo strade diverse, hanno iniziato a suonare intorno ai 13/14 anni, punto di forza vista l’ampia esperienza nonostante la giovane età.

Anche se catalogati nella scena indie, che loro stessi non definiscono come un genere ma più propriamente un clima culturale, i “pinguini” non si sentono parte di un vero e proprio genere musicale e vogliono spaziare, non precludendosi la possibilità di parlare solo ad una certa categoria di persone. L’unica etichetta di genere che si sono attribuiti è quella di gruppo “Iron Rock”, un genere ironico con una matrice di base rock a cui si fondono le influenze jazz, pop e funky.

Emergono dai testi impegnati i loro toni irriverenti e un’ironia solo apparentemente spensierata. Ammetto che questo gruppo ha attirato la mia attenzione dal primo ascolto. Non ne sono una grande fan avendoli appena scoperti ma nonostante i testi che trovo particolarmente interessanti non riesco a far a meno di notare dei “difetti” che, da ragazza che vuole fare della musica il suo lavoro, sono evidenti.

Tra i più tangibili, alcuni errori di dizione, ma non solo, da cui sorgono spontanei degli interrogativi tra noi che ogni giorno fatichiamo per crescere e migliorare curando quelli che sono aspetti fondamentali del fare musica, tra cui la tanto antipatica dizione!

Sono forse questi aspetti superflui? O possono, anche se fondamentali, passare in secondo piano se combinati ad una forte personalità o spiccata originalità?

Da qui il mio dubbio se sia un gruppo destinato a durare e ad avere successo o l’ennesima band emersa dal mare magnum del web dalla fama passeggera.

Vi lascio di seguito il link di “Irene” al momento il loro brano più conosciuto per farvi un’idea e… sperando di avervi incuriosito aspetto alcuni vostri pensieri nei commenti qui sotto!

 

Chiara Cremascoli

Sono Chiara, ex ginnasta agonista e ora sogno di fare della mia passione per la musica una professione, diventando una performer di musical!

Comments (3)

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    Elena Grossi

    Io trovo soprattutto un po’ fastidioso quest’abitudine di cambiare gli accenti delle parole per farle stare dentro la frase musicale.
    Alcuni cantanti l’hanno fatto diventare il loro marchio di fabbrica, evvabbe! Ma che diventi un’abitudine…!
    Così come tutti questi cantanti con la “zeppola”,Va bene Jovannotti, al festival di Sanremo notavo anche Max Gazzè, ma anche qui non può diventare un uso. Possibile che non si possa fare nulla? Un buon logopedista?!

     

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      Flora

      Max Gazzè sembra far apposta a scrivere canzoni con la ‘s’. Però io un po’ lo amo per questo. i suoi testi sono Sempre Soprendenti 🙂

       

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    Elena Grossi

    I testi e non solo i testi, anche le musiche di Max sono sempre belle e sorprendenti.
    Io l’ho adorato nella duplice veste di attore e musicista/cantante nel film Basilicata coast to coast.
    Rimane il fatto che, per me, se uno svolge questa attività come mestiere, è importante cercare, se è possibile, di correggere questi difetti.

     

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