MENTI GENIALI O…

MENTI GENIALI O STRONZI DI PROFESSIONE?

C’è’ un detto che cita:

“IL PROGRESSO FA IL REGRESSO”

ed in un certo senso è così.
Facciamo un tuffo nel passato, dove la tecnologia era limitata al telefono fisso (per chi l’aveva) e niente di più.
S’interagiva faccia a faccia, ci si conosceva tutti, se poi vi erano rapporti di buon vicinato, ci si scambiavano favori a seconda delle necessità.
Poi pian piano ci si è evoluti, i piccoli negozi dove le persone si incontravano e scambiavano due chiacchiere sono andati quasi totalmente scemando, per lasciar spazio ai megastore, dove si trova naturalmente di tutto, a qualsiasi ora, e soprattutto dove tutti vanno di fretta e si è persa l’abitudine di interagire con il nostro prossimo anche per un semplice “come stai?”.
Nel passato il social più gettonato era la portinaia, ma nel bene o nel male si era a diretto contatto con le persone, si litigava ci si chiariva e tutto o quasi con un po’ di buona volontà tornava come prima.
Questo non significa che non vi fossero gelosie, che nessuno parlava dietro le spalle, ma una cosa è certa, se una cosa non si voleva far sapere non si sapeva.
Passano gli anni e arriva la famosa legge sulla privacy, dove nessuno deve sapere nulla ma ognuno deve autorizzare questo o quello, affinché possa trattare i così detti “dati sensibili”… risultato tutti sanno tutto, anche più di prima.
Bene tutto questo per arrivare a fare una riflessione su un interessante video di MARCO MONTEMAGNO che vi in invito a vedere e ad ascoltare con attenzione fino alla fine.
“Perché in Italia se hai successo sei uno Stronzo”

Ma è davvero così?
Purtroppo non posso che essere d’accordo con lui.
Oggi i social ricoprono una parte importante nella nostra esistenza, non solo chi è sotto i riflettori ne fa uso (e non potrebbe essere il contrario), ma anche chi non è un personaggio pubblico, tende a pubblicare ogni cosa che lo riguardi esponendosi a critiche e commenti altrui.
Ora pensando un po’ più in grande proviamo a vedere tutto questo cosa può significare se trasferito su un personaggio del mondo dello spettacolo.
Sapere tutto ciò che il beniamino di turno fa, porta la persona che lo segue, a fare delle considerazioni.
E fin qui potrebbe sembrare tutto normale, in fondo il settimanale “NOVELLA 2000” esisteva già come primo giornale di cronaca rosa nel 1967 (nato nel 1919 come rivista letteraria e rivisto nei suoi contenuti negli anni a seguire), e anche allora si muovevano critiche ed elogi sui vari personaggi.
Ma a mio avviso la differenza tra ieri ed oggi è sostanziale.
Un tempo gli artisti erano visti come qualcosa di inarrivabile, di irraggiungibile, e quindi se un personaggio non piaceva non si compravano i suoi dischi o non si guardava il suo film, niente di più.
Al contrario se entrava nel cuore si andava alla ricerca di tutto ciò che lo riguardava.
Ma c’era il rispetto della persona.
Oggi non è più così, gelosia, invidia, oserei dire odio sono al primo posto. Certo è che, fortunatamente il web oltre ad essere pieno di haters è popolato anche da chi sfrutta i social network in maniera positiva. Tuttavia questi cosiddetti “haters” costituiscono una parte consistente e quindi oggi parliamo proprio di loro. Si perché il luogo comune, è pensare che dietro un artista, non ci sia un gran lavoro, che chiunque possa arrivare dove è arrivato lui senza grandi sforzi, e in un mondo dove l’apparire è tutto, si sottovaluta l’importanza dell’essere e di come una volta arrivati al successo, non solo sia difficile mantenerlo, ma per farlo c’è un bisogno continuo di studiare, imparare ed evolversi.
Capita spesso che non ci si limiti a seguire l’artista perché piace, ma quasi come fosse una sorta di ossessione dettata dalla gelosia.
Il risultato non può che essere uno solo, insoddisfazione personale per ciò che non si è o che non si ha, trasferendo la colpa sul personaggio pubblico, come se essere famosi e (diciamolo) con le tasche piene di danaro fosse un peccato.
Cari lettori e non (e mi rivolgo a coloro che non si accontentano mai) imparate a farvi un po’ di autocritica, ad apprezzare ciò che avete, e se non vi basta a lavorare sodo affinché la vostra situazione possa cambiare.
Non sempre accadrà, ma non potrete dire di non averci provato, soprattutto imparate ad amarvi e ad amare perché l’essere umano nasce per essere felice, e il più delle volte siamo noi a minare la nostra felicità non il signor FEDEZ o la signora FERRAGNI di turno… ricordatelo!
Vi lascio con questa riflessione:

“è più importante impegnare energie per migliorare noi stessi o per screditare il nostro prossimo?”

… a voi la risposta!

 

Barbara Meroni

Sono Barbara, lavoro con i numeri, ho una splendida famiglia, ed una passione che mi accompagna da sempre, il "canto". Amo pensare al mio prossimo, ma al tempo stesso cerco di ritagliarmi dei momenti tutti miei. Non nego un sorriso a nessuno, ma per gli abbracci... devi essere speciale!

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