“LA PILLOLA MAGICA” CHIAMATA MUSICA

Nadine e la musica…

Questa è la storia di Nadine, una bimba di 8 anni, che come tutte le bambine della sua età ama giocare con le bambole, con le amiche, ma non solo, Nadine ha la passione per la  musica e per il pianoforte.

Vi siete mai domandati quanto sia giusto o sbagliato, indipendentemente dalle reali capacità, assecondare le passioni di un figlio?

Sebbene Nadine sia una bambina molto allegra, con dei genitori splendidi, a lei manca quel pianoforte che ha ripetutamente chiesto nelle letterine a Babbo Natale, e mai ha trovato sotto l’albero.

Crescendo abbandona il sogno di poter suonare, ma non quello di ascoltare la sua amata musica. Gli amici del cuore? Un piccolo mangiadischi, un registratore ed una valigetta, in cui gelosamente custodisce tutti i 45 giri e le cassette che le vengono regalati, senza abbandonarli praticamente mai.

La musica era il suo rifugio, le trasmetteva gioia allo stato puro e… cantava, cantava a squarciagola e in quei momenti sì che era la bambina più felice del mondo.

Ma le risa dei grandi quando cantava le sue canzoni preferite, crearono in lei una ferita tanto profonda, che si convinse d’esser così inudibile da non cantare più davanti a nessuno.

Ora, provate ad immaginare per una bambina, la cui autostima va alimentata in modo positivo, cosa possa significare tutto questo.

Ma è risaputo che i bambini hanno mille risorse, e Nadine non è certo da meno … Non si arrende, usa la musica per ritagliarsi degli spazi tutti suoi e quando sa d’essere sola inizia la magia, diventa la cantante che in quel momento desidera essere e basta spingere quel meraviglioso tondo nero di vinile nel mangiadischi che il sogno s’avvera.

Passano gli anni e a volte ci si dimentica quanto sia bello rimanere un po’ bambini, ed è proprio crescendo che Nadine acquisisce la consapevolezza, al di là della sua immensa passione, di non essere un usignolo, e che forse quegli adulti avevano ragione.

Sarà proprio questa consapevolezza a spingere Nadine a volersi migliorare.

Ma come?

Ora che è adulta studiare canto senza la paura di essere giudicata è ancor più difficile.

Quale certezza poteva avere che il maestro di turno non l’avrebbe a sua volta squalificata?

Di una cosa era certa, valeva la pena correre il rischio!

Lezione dopo lezione si rese conto che non solo che la passione in lei non si era mai affievolita, ma che studiare canto era diventato terapeutico.

Nei momenti difficili la musica era l’ancora di salvezza. Le dava una forza tale che neppure lei sapeva spiegarsi.

Ho avuto il piacere di conoscere molto bene Nadine e in tutta confidenza mi ha rivelato che la musica è il mezzo migliore per combattere l’ansia, la paura e vincere le debolezze.

Oggi dopo qualche anno di studio ha deciso che non vuol più rinunciare a quei momenti che lei stessa definisce di felicità, perché la MUSICA è una delle TERAPIE MIGLIORI, se poi si ha la fortuna d’incontrare anche i migliori maestri la guarigione è assicurata.

Nadine ha realizzato un sogno, cantare in pubblico, con gli amici, e nei momenti di festa!

Vi sembra poco?

Grazie Nadine di averci raccontato la tua storia, e voi cari lettori fate tesoro di questo consiglio…. io l’ho seguito e in tutta confidenza “FUNZIONA”.

 

Barbara Meroni

Sono Barbara, lavoro con i numeri, ho una splendida famiglia, ed una passione che mi accompagna da sempre, il "canto". Amo pensare al mio prossimo, ma al tempo stesso cerco di ritagliarmi dei momenti tutti miei. Non nego un sorriso a nessuno, ma per gli abbracci... devi essere speciale!

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