Meglio un’ora con Mozart che con il Tablet!

Oppure un’ora col Tablet ascoltando Mozart…

L’uno contro l’altro armati!
Il titolo potrebbe dare l’idea che ancora una volta si voglia recriminare sul troppo uso dei mezzi digitali e sulla loro invadenza nella nostra vita, soprattutto nella vita dei nostri giovani e bambini, a svantaggio di altre attività.
Non è proprio così, anche se forse una piccola parte di questa motivazione c’è.

Partiamo dalla prima parte: meglio un’ora con Mozart!
Fino a qualche anno fa si pensava che fosse esperienza di pochi, gli ascoltatori o suonatori, “i musicisti”,  trovare nell’ascolto e nell’esecuzione di brani conforto, sollievo, energia, stimoli.
Si pensava che essere musicista fosse un dono, una specie di privilegio/dannazione, a disposizione solo di pochi.

Da alcuni decenni nuove attenzioni, nuovi studi scientifici ci dicono che non è affatto così.
Oggi si è consapevoli che non solo la musica influenza l’uomo, ma anche può agire direttamente sull’organismo, modificando il nostro stato emotivo, fisico e mentale.

“la musica crea una certa vibrazione che indiscutibilmente produce una reazione fisica. Alla fine troveranno la vibrazione giusta per ogni persona e la useranno” (G. Gershwin)

La musica può produrre molteplici effetti sul nostro organismo: può ridurre e coprire suoni e sentimenti spiacevoli; può rallentare le onde cerebrali (più lente sono le onde cerebrali e più ci sentiamo rilassati e soddisfatti).
La musica agisce sulla respirazione, sul battito cardiaco. sulla pressione sanguigna, riduce la tensione muscolare, migliora la coordinazione motoria, può aumentare i livelli di endorfine, regolare gli ormoni legati allo stress, può persino aiutare le funzioni immunitarie.
La musica può cambiare la percezione dello spazio e del tempo.

Su tutti questi effetti che ho elencato, negli ultimi anni si sono condotti studi scientifici con team di medici, musicisti e bioingegneri per documentare, registrare e quantificare tutte queste relazioni.

Tutto questo è stato indicato come “effetto Mozart” (da qui la prima parte del titolo), perché Mozart e non Bach o Beethoven o qualche altro musicista?
Perché è il più grande tra tutti? O perché la sua musica ha proprietà uniche?

“Sembra che la musica di Mozart invariabilmente rilassa, migliora la percezione spaziale e permette di esprimersi più chiaramente, comunicando sia con il cuore sia con la mente. Inoltre Mozart ha inconfutabilmente dato i risultati e le reazioni a lungo termine migliori,a Tokio come a Città del Capo o in Amazzonia. (Don Campbell – L’effetto Mozart – B.C.Dalai Editore)

La musica va oltre la parola è un linguaggio che andrebbe insegnato già dalla nascita.
La musica può toccare le emozioni, può coinvolgere totalmente.

Dunque meglio un’ora con Mozart perché non è solo importante conoscere la musica, ma essa è anche un ottimo strumento per imparare meglio, per ricordare meglio e più a lungo, per conoscersi meglio, per curare diversi problemi del nostro corpo.

Allora da questo confronto il Tablet (e tutto quello che gli è similare) esce completamente sconfitto?

Oggi ormai siamo nell’era del virtuale, del visivo soprattutto, ma forse usati nel modo giusto, gli strumenti di quest’epoca possono essere un punto di forza.

Con il Tablet o lo Smartphone possiamo ascoltare musica di tutti i generi (sapete che esistono playlist per concentrarsi nello studio, per lo sport, per addormentare i bambini, per rilassarsi…?), vi sono numerose applicazioni, oltre alle note Spotify e Shezan. La musica si può anche vedere, vedere cantanti, concerti con Youtube, Vevo e mille altre.
Ma non ci fermiamo qui vi sono applicazioni che permettono di apprendere la teoria musicale, suonare uno strumento ( per es. https://play.google.com/store/apps/details?id=com.gap.musicology)

Applicazioni che sono piccole tastiere che si possono portare sempre con se.
Applicazioni che permettono di comporre, di tradurre in musica, in melodie le proprie emozioni ( http://www.cove-app.com/#about).
Applicazioni pensate per i bambini che usano immagini e colori per insegnare loro il linguaggio musicale


E mille altre possibilità d’imparare a giocare con la musica ( https://itunes.apple.com/us/app/sing!-karaoke-by-smule/id509993510?mt=8%20
https://vimeo.com/64053747 Fingerlab)

Dunque più che Mozart vrs Tablet, dovremmo forse cercare di muoverci verso Mozart con Tablet
In fondo a ben pensarci non sarebbe neanche un connubio così nuovo se pensiamo per esempio al film di Walt Disney “FANTASIA” oppure “ALLEGRO NON TROPPO” di Nichetti.

Quindi avanti riempiamo di musica i diversi momenti della nostra vita!

E’ probabile che questa diventerà più ricca, più armoniosa, più sana e più entusiasmante!

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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