Successo o morte?

IL LATO OSCURO DEL SUCCESSO 

“Il modello e artista di Montreal Rick Genest, conosciuto con il nome d’arte Zombie Boy, è morto suicida all’età di 32 anni.”

Sorge immediatamente una domanda: perchè molte di persone di successo soffrono di depressione e fanno questa fine? La depressione alimenta il successo o le persone di successo scivolano nella depressione?

Zombie Boy, nello specifico, era famoso per i suoi tatuaggi, il suo corpo era ricoperto quasi totalmente da tatuaggi dell’apparato scheletrico e ciò lo faceva somigliare ad un cadavere. 

Deteneva il Guiness World Record per il più grande numero di tatuaggi  al mondo (176). All’età di 15 anni, era stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al cervello. A ventun anni ha cominciato l’ambizioso progetto di farsi tatuare il corpo intero, che ha richiesto sei anni per essere completato. Inizialmente è diventato famoso su Facebook, la sua pagina contava più di un milione e mezzo di sostenitori.

Ma divenne celebre per il proprio ruolo nel video di Lady Gaga del 2011 Born This Way. 

Il modello ha sfilato su diverse passerelle di alta moda , testimonial di collezioni importanti. Rick  Genest è stato trovato morto a Montreal… la sua morte classificata come suicidio.

Ma come lui altri personaggi famosi hanno messo fine alla loro vita oppure hanno sofferto di forte depressione. Il dj star Avicii, che ha venduto milioni di album è stato trovato morto a soli 28 anni. Kate Spade, stilista statunitense si è suicidata.

Il portiere Gigi Buffon, la cantante Lady Gaga, l’attrice Kristen Bell, la star di film d’azione Dwayne Johnson… hanno ammesso apertamente di aver attraversato un periodo di depressione. Alla presunta depressione di Abraham Lincoln sono stati dedicati interi libri. 

Quello che sembra sicuro è che la depressione colpisce tutti gli strati sociali e tutti gli ambienti, nello specifico per le persone famose ci si domanda se hanno successo nonostante o a causa della depressione, o se è stato il successo a renderli depressi.

In effetti una cosa curiosa è che i ricercatori ipotizzano un gene associato alla malattia mentale, che può incoraggiare la creatività.

Hegerl sostiene: “La depressione, come ogni altra malattia grave, porta alla differenziazione interiore, a una più profonda riflessione sulle nostre vite, e questo è un prerequisito per la creazione artistica“.

Ma si sa anche che il suicidio è associato all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe. L’abuso di queste sostanze aumenta notevolmente il rischio di comportamenti a rischio. E si sa che le persone famose spesso possono e usano queste sostanze. E’ stato dimostrato che anche i traumi infantili possono portare alla depressione in età adulta, anche nelle persone di successo i vari conflitti interni rimangono dentro di loro. C’è anche il problema dei giovani, dei fans in particolare, che per degli accadimenti legati ai loro idoli, stupidi per la maggioranza delle persone, ma vitali per loro, arrivano a suicidarsi.

Un dato sicuro è che negli ultimi tempi sta aumentando terribilmente il numero di persone che mettono fine alla loro vita, forse troppo benessere, troppi input che ci arrivano dritti al cervello, troppi vizi e poca vera sofferenza. Forse un tempo non c’era tempo per essere depressi, bisognava pensare a procurarsi il cibo, forse c’erano anche meno divieti, più libertà di essere se stessi e sicuramente la nostra mente non era condizionata e martellata da milioni di informazioni, notizie, tecnologia!

Sinceramente io odio i telegiornali… di solito li guardi all’ora di pranzo o di cena, stai per mettere il primo boccone in bocca e… via con una carrellata di morti, tragedie, scomparsi… mi si blocca immediatamente la digestione… no preferisco non sapere, isolarmi , vivere nel mio mondo, ma più serena!

La depressione oggi esiste più che mai ed è semplicemente e terribilmente una malattia, che va curata. Non è una cosa di cui vergognarsi e anche socialmente dovrebbero spingere per far capire questa realtà.  Quando una persona ha un virus prende delle medicine, quando ha una qualsiasi malattia viene curato e così quando si ha la depressione vera ci sono le “pastiglie per l’umore”.

Recentemente ho sentito un’intervista della grande Vanoni, che spiegava i suoi problemi di depressione e quanto l’aiuto dei medici e delle pastiglie l’abbiano aiutata. Sono pastiglie che una volta prese forse le devi prendere per tutta la vita, ma non è come la pastiglia per la pressione?!?

Lady Gaga esprimendo  il proprio cordoglio per il suo amico Rick ha detto:

“Il suicidio del mio amico Rick Genest, Zombie Boy, è più che devastante. Dobbiamo lavorare di più per cambiare la nostra cultura, per dare risalto alla salute mentale e per cancellare lo stigma che dice che non ne possiamo parlare ad alta voce. Se stai soffrendo, chiama un amico o un famigliare oggi. Dobbiamo salvarci a vicenda”.

Nessuno può sapere le vere connessioni tra depressione-successo, di sicuro il successo non allevia i sintomi della depressione e occorre più che mai affrontare la realtà e farsi aiutare.

Nel frattempo vi consiglio di smettere di guardare i telegiornali!

 

Raffaella Toia

Raffaella Toia nata a Busto Arsizio (VA) il 9 luglio 1972. Laureata in Giurisprudenza..,ora regista dell'Associazione Teatrale Amatoriale "Clandestini". Appassionata di musical, fotografia, viaggi, danza e della vita in generale.

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.