CINEMA IN CORSIA – Ospedale di Niguarda di Milano

Incomincio con un link: https://milano.repubblica.it/cronaca/2018/11/13/news/cinema_ospedale_niguarda_milano_apre_sala_film_pazienti-211554345

Questa è la notizia comparsa su Repubblica qualche giorno fa (13/11/18).

Già in altre occasioni vi ho parlato di attività artistiche che hanno anche una funzione terapeutica.
Oggi vorrei parlarvi di questa iniziativa proposta e sostenuta da MEDICINEMA ITALIA, un associazione ONLUS italiana nata nel 2013 ispirandosi all’ esperienza di MEDICINEMA UK attivo nel Regno Unito dal 1996.

L’attività di questa associazione è allestire veri spazi cinema al interno delle strutture ospedaliere e case di cura italiane, da adibire a terapia del sollievo per i pazienti degenti e per i familiari.

Questi spazi riproducono le strutture di una sala cinema, ma dotandole di soluzioni particolari che permettono l’accessibilità anche ai pazienti allettati o in carrozzina.

Questo perché si è riscontrato che stare insieme, nella malattia, aiuta a stare meglio.

“La salute non è assenza di malattia, ma benessere psico-fisico, social e spirituale in un ambiente sano.”

(OMS 1948 e successive interpretazioni)

Se questo è vero, diventa fondamentale portare l’attenzione non solo sugli aspetti puramente sanitari, ma anche sui fattori ambientali e sociali.

Vi sono co-terapie e terapie distrazionali che offrono sollievo e sostegno in situazioni di disagio e vulnerabilità. L’utilizzo del cinema come elemento evasivo e di distrazione diventa cura per alleviare la sofferenza fisica e mentale.

Questo metodo viene applicato in svariati ambiti medici: in pediatria, in psichiatria, in geriatria, in chirurgia sia nel pre operatorio che nel post operatorio, nelle terapie riabilitative, ma anche nelle terapie intensive e nelle lungo degenze.

L’utilizzo del cinema è una terapia, non solo di sollievo, ma permette anche di formulare un percorso psicologico di supporto alla malattia.
L’obiettivo del progetto è utilizzare il cinema e le nuove tecnologie come risorse strumentali agli scopi terapeutici

Quasi mai guardiamo un film solo per il bisogno di distrazione. Il cinema è simbolo, è catarsi. Guardiamo un film per aumentare le nostre conoscenze, per scoprire significati nuovi, per condividere.

Un film può migliorare la qualità di vita del singolo e quindi, in alcuni casi, trasformarsi in una vera e propria cura.
Per esempio osservare i propri drammi dal esterno aiuta a sdrammatizzarli, aiuta a vedere, individuare possibili altre vie di risoluzione.

“Il cinema fa del bene perché riunisce le persone e le ‘anima’ con stimolazioni sensoriali visive e acustiche”

(Gabriella Bottini, ordinario dell’Università di Pavia e responsabile del centro di Neuropsicologia cognitiva del Niguarda)

Gli stimoli vengono trasmessi con metodi controllati e viene misurato e provato il beneficio sulle persone malate.
MEDICINEMA intende appunto sperimentare e misurare questo percorso in modo che possa diventare un vero e proprio metodo di cura.

“Dentro di noi è sempre in funzione una sorta di cinema mentale, prima ancora che il cinema fosse stato inventato. Questo cinema interno non cessa mai di introiettare immagini alla nostra vita interiore e le sue soluzioni visive sono determinanti e talora arrivano inaspettatamente a decidere di situazioni che le risorse del linguaggio non riuscirebbero a risolvere.” 

(I. Calvino)

Come vi dicevo nel introduzione in questi ultimi anni gli studi e gli utilizzi delle Arti a scopo formativo e terapeutico è di grande attualità e la cinematerapia è uno degli interessanti sviluppi.

“Se il mondo è diventato un brutto cinema al quale non crediamo più, un vero cinema non potrebbe contribuire a ridarci delle ragioni per credere nel mondo e nei corpi venuti meno?”

(Gilles Deleuze)

La visione di un film con le sue dinamiche di identificazione e di proiezione ci fanno entrare nel gioco dei diversi personaggi, permette di vedere nuove strade e nuovi scenari per comprendere i propri stati emotivi.

La straordinaria forza delle immagini possono curarci, possono aiutarci ad accedere alla dimensione simbolica.

Secondo lo psichiatra Vincenzo Mastronardi i film – Sono come iniezioni intramuscolari di forza, di energia.-

“Perché il cinema è una summa che include musica, pittura, scultura, letteratura ed è quindi uno strumento di comunicazione nonché di narrazione estremamente efficace”.

(A. Virzì et al.)

Credo che si possa dire che dopo tanti anni, secoli, in cui lo studio della medicina è andato (per lo meno nel mondo occidentale) nella direzione di uno studio sempre più concentrato sulle conoscenze biologiche, organiche e si è sempre più specializzato sui diversi apparati ed organi, in questi ultimi decenni vi è un ritorno ad una concezione dell’uomo nella sua interezza fisica-psicologico- emotiva-spirituale.

Il benessere quindi non può più essere concepito come la sola assenza di malattia, ma deve essere un armonico equilibrio tra tutti gli aspetti e le sfaccettature dell’essere umano.
La medicina, il medico deve sapere aiutare e sostenere l’uomo (e non l’ammalato) che gli sta di fronte fornendogli le sue conoscenze e collaborando con lui per individuare la via migliore perché si possa adattare alla nuova condizione e gli sia possibile continuare il suo cammino di vita.

In questo panorama l’uso di forme di arte che hanno la funzione di sublimare, mettere in metafora, permettendoci di avere una meta visione di noi stessi, sono diventati dei veri e propri mezzi terapeutici.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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