Il telecomando della Zia Elena: Cicogne in missione!

Cicogne in missione, alla ricerca delle loro origini: un nuovo, ma antico, lavoro

Cicogne in missione è un film di animazione del 2016, che dal 15 novembre 2020 è disponibile su Netflix.

Il film è della Warner Animation Group che ha raccolto l’idea della Pixar di creare cartoni che intrattengano sia adulti che bambini.

Cicogne in missione raccoglie l’eredità di Disney che per decenni ha utilizzato animali che si comportano come uomini per far dire e fare loro cose che agli umani non avrebbero potuto fare. Usare gli animali per sottolineare e mettere in luce comportamenti e problemi totalmente umani.

LA TRAMA

Cicogne in missione inizia con una voce fuori campo che narra: “In principio le Cicogne consegnavano i bambini (…) grazie al cielo ora non lo facciamo più, ora le cicogne consegnano pacchi”  

E così vediamo uno dei protagonisti, Junior, un cicogna che rientra da una delle sue consegne, in un enorme edificio che è la CornerStore.Com.

Votati al commercio e convertiti alla new economy della grande distribuzione.

Junior è tutto dedito al suo lavoro, al motto della CornerStore “consegnare sempre”, è il migliore tra i corrieri e per questo farà carriera (scusate il gioco di parole).

Infatti Hunter, il boss dell’azienda, sta per diventare Presidente e vuole passare a Junior il suo ruolo.

Ma, c’è un piccolo ma, un piccolo granello che fare impazzire gli ingranaggi del sistema perfettamente organizzato.

Il piccolo granello è Tulip, una ragazza orfana, a causa di un disguido di ”consegna” causato da una cicogna, motivo per cui l’azienda ha cambiato il suo obiettivo.

Tulip ha raggiunto la maggiore età, Junior, per ordine di Hunter, dovrebbe licenziarla, ma non ha il coraggio e la relega nella stanza di ricezione della posta che giunge dalla terra.

Ed accade l’imprevisto giunge una lettera inviata dalla terra da un piccolo bambino , Nate, alla disperata ricerca di attenzione da parte dei suoi genitori, che svolgono il lavoro di agenti immobiliari. Completamente assorbiti dagli oneri lavorativi, sostenitori del telelavoro (vi richiama qualche immagine?), totalmente incapaci di scindere la vita privata dall’orario di ufficio.

Così Nate, per avere compagnia, per richiamare l’attenzione dei genitori, trovato un opuscolo informativo invia una richiesta di un fratellino alla ditta di consegne sul Monte Cicogna.

Tulip eccitata perché finalmente giunta una lettera, la inserisce in un macchinario misterioso, inattivo ormai da anni, che, indovinate un po’? Da corpo alle richieste e sforna un bel bambino da consegnare.

Ora si che Junior e Tulip sono nei guai, inizia un viaggio pieno di imprevisti ed ostacoli, inseguiti da un branco di lupi che ha deciso di adottare la piccola bambina che i nostri eroi devono consegnare.

Cacciati anche da Hunter che è stato informato da Toady, un piccione trattato male da tutti, specialmente da Junior, e perciò desideroso di vendetta su di lui, della pericolosa trasgressione compiuta da Junior e Tulip.

Dall’altro capo c’è Nate, che è finalmente riuscito a coinvolgere i suoi genitori, che sta preparando un’accoglienza festosa per l’arrivo della cicogna con il fratellino tanto atteso.

Naturalmente dopo tante peripezie ci sarà un lieto fine con la conclusione che le cicogne torneranno alla loro vera missione, portare i bimbi alle famiglie, a tutte le famiglie in cui c’è amore.

REGISTA, AUTORI E CURIOSITA’

Cicogne in missione è diretto da Nicholas Stoller, sceneggiatore regista nonché produttore, insieme a Doug Sweetland, animatore già di film molto noti come Toy Story1 e 2, e Bug’s life.

L’idea del cartone è venuta, come spesso accade, da un fatto di vita di uno dei due registi, Nick Stoller.

Questi padre di due figlie, ha confidato come abbiano avuto delle difficoltà nell’avere la seconda figlia e siano dovuti ricorrere all’aiuto della scienza. Questa esperienza ha fatto apprezzare ancor di più il dono di avere figli e lo ha reso più attento e presente con le figlie.

Particolarmente azzeccati e divertenti le voci italiane che doppiano i protagonisti.

Alessia Marcuzzi da la voce a Tulip, Federico Russo è lo spassosissimo Junior e Vincenzo Salemme caratterizza Toady, il piccione con un accento pugliese, im-piccione e desideroso di fare anche lui carriera.

LE IMPRESSIONI DI ZIA ELENA

Spassoso!

Sicuramente spassoso ed ironico per un adulto, ma anche per i bambini le scene improbabili e catastrofiche, stile “Paperissima” non mancano e quindi sicuramente, molto divertente.

Tra le risate però giungono molti messaggi, che direi sono quasi messaggi che il mondo dell’infanzia manda al mondo degli adulti.

I bambini si sentono soli, abbandonati a giochi solitari.

Spassoso e allo stesso tempo inquietante il finto dialogo che Nate fa con il padre per richiamarla giocare con lui. Frasi a mezza bocca come:” Sarai il mio eroe solamente per altri due anni”, devono farci riflettere.

I lavoro soffoca il mondo degli adulti e li priva di quella gioiosa fantasia che si arricchisce solo stando accanto ai bimbi.

Il mondo degli adulti è affascinato dalle cose, dal possedere oggetti e rischia d’inquinare anche il mondo dei bambini.

Eppure la richiesta di amore c’è, basta vedere il mucchio enorme di lettere inevase che arrivano alla CornerStore.

Ed ecco che quando Junior, si fa “prendere la mano” e convoglia tutte le lettere nella straordinaria macchina, la Corner Store si riempie di uno stuolo di bambini e le cicogne tornano alla loro originaria missione: quella di portare i bimbi alle famiglie, a tutte le famiglie in cui c’è amore.

Anche Tulip, bambina ormai adulta, ci insegna qualche cosa sul bisogno di ritrovare le proprie radici. Ci insegna inoltre che le proprie origini biologiche sono importanti tanto quanto i legami di affetto e di condivisione che si sono creati nella vita.

Insomma un bel film che ti fa ridere di gusto e nello stesso tempo ti ricorda l’importanza degli affetti, del tempo, dell’ascolto e dell’attenzione.

LEGGI ANCHE
 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.