LETTERA APERTA AL CAST DI NOTRE DAME DE PARIS

NOTRE DAME DE PARIS

Voi, che siete per noi: Quasimodo, Esmeralda, Frollo, Febo, Fiordaliso, Gringoire, Clopin

OGGI SCRIVO A…

Caro Cast di Notre Dame de Paris

Ma si può dire caro cast?

Suona molto generico, distaccato ed anche un po’ ridicolo.

Mentre in realtà questa è una lettera di una vostra fan.

Non è mia abitudine scrivere lettere a persone dello spettacolo, come potrebbe fare una fan adolescente (in effetti quell’età per me, è ben lontana ormai).

Però in questo periodo, in cui siamo stati costretti a rinchiuderci nelle case e dove l’unica possibilità di godere di spettacoli è stato poter vedere spettacoli già passati e registrati e resi disponibili in video, non ho potuto fare a meno di rammaricarmi di tutte le rappresentazioni annullate, che avevo già programmato di andare a vedere.

Tra questi c’era anche Notre Dame de Paris!

Anche se devo dire che l’avevo già rivisto ad ottobre, ma non potevo perdere l’occasione di vedervi ancora una volta, poiché tornavate a Milano.

A VOI POPOLO DI NOTRE DAME

E così in particolare dall’8 di maggio (data in cui sarei venuta a vedervi) vi penso particolarmente.

Penso come sarà ritrovarsi improvvisamente, senza preavviso, dopo ogni sera aver vissuto le straordinarie avventure ed emozioni dei personaggi che vivono intorno a Notre Dame, dopo aver incontrato folle entusiaste e condiviso con loro le musiche e le emozioni, come sarà ritrovarsi soli, ognuno nella propria casa?

Come sei riuscito Giò Di Tonno a raddrizzare la tua schiena e a ricomporre i lineamenti del tuo volto che tutte le sere il trucco alterava e distorceva? Come riesci ad abitare la tua casa (grande o piccola. In città o in campagna) e non cercare invece le pietre, i gargoyle e le campane di Notre Dame? E come te la cavi senza la tua Esmeralda?

E tu Vittorio Matteucci riesci a ritrovare pace ed un po’ di eternità senza i tuoi amori? Né religione, né scienza, né tanto meno Esmeralda?

E la giovane Elhaida Dani dove corre ora? Sui mondi dell’Andalusia o della Provenza o per le strade di Parigi? Rincorre ancora Febo? Come si sente senza più le attenzioni e le passioni di Frollo, Quasimodo e Febo che la stringono e la tirano da tutte le parti?

E per Leonardo Di Minno com’è non essere più re dei gitani, capo dei clandestini? Senti ancora la rabbia, il fuoco, il sogno in te?

Graziano Galatone riesci, in questo momento di solitudine e silenzio a ricomporre il tuo cuore diviso in due?

E dolce Tania Tuccinardi com’è sperimentare la morte dei sogni appena nati, scoprire il tradimento e scoprire dentro di sé la sete di vendetta? Com’è portarsi a casa questi sentimenti e non poterli più cantare?

Infine Matteo Setti a chi ora racconti le tue poesie, a chi narri le tue storie, menestrello?

E il popolo dei folli, dei clandestini, dei gitani, dov’è?

Ognuno nel suo appartamento nella sua città, paese, sparpagliati nel mondo.

E i Gargoyle di pietra?    Le tre campane la Piccola Maria, la Grande Maria, la Grossa Maria?    La ruota della tortura?   Dove sono?

In un magazzino?   In un camion?

Abbandonate, senza vita, in attesa che torniate voi artisti per rianimarle, per dare di nuovo vita ad uno spettacolo grandioso.

QUANDO LA MAGIA…

Ecco cerco d’immaginarvi, persone e non più personaggi.

E aspetto!

Aspetto che il tempo passi, e che voi torniate, perché la penna e il cuore dei grandi, Victor Hugo, ma anche di Riccardo Cocciante e di Pasquale Panella hanno creato una storia e dei personaggi che sono sempre vivi.

E se adesso sembra che non esistano, sono in realtà come in un letargo, in ibernazione, in una forma di vita sospesa e aspettano che voi torniate a dargli respiro, cuore, vita.

Aspettano noi pubblico ancora una volta desiderosi di ascoltare le storie, gli amori, i tradimenti e i dolori di Quasimodo, Frollo, Esmeralda, Febo, Fiordaliso e Clopin 

Ci sarà Gringoire pronto a narrarceli.

Saremo di nuovo lì alle porte di Parigi, davanti a Notre Dame e la magia nuovamente si svelerà!

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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