BEFORE – LA NOSTRA RECENSIONE

before

Before – a lockdown film made by a quarantine crew  

Cortometraggio prodotto da u n o z e r o z e r o u n o

PRESENTAZIONE

Before è un cortometraggio, uno dei primi realizzati con una regia in remoto.

Prodotto da una casa di produzione indipendente con sede a Milano, la UNOZEROZEROUNO.

Si occupa normalmente dell’ideazione e realizzazione di documentari, corti, branded content e pubblicità dal contenuto alla post.

Il lockdown ha, ovviamente creato problemi, ansie e preoccupazioni anche a loro.

Nasce così, da uno stop obbligatorio, imposto da dall’emergenza della pandemia, l’occasione per fermarsi a riflettere su spunti, idee che nel vortice degli impegni erano stati sempre rimandati.

Nasce anche dalla necessità di trovare comunque il modo di lavorare e di creare le basi per future opportunità.

Nasce forse anche dal bisogno di esorcizzare e confrontarsi sul come si vive e si affronta questa fase caratterizzata dalla paura per se, per il futuro, dalla solitudine, dal confinamento in spazi più o meno ristretti.

BEFORE

Si tratta di una breve storia che si svolge a ritroso.

Inizia il breve racconto nel pieno del lockdown, nel corso della ormai quarta settimana di chiusura di tutte le attività, con una finestra che si apre su un mondo esterno silenzioso, dove anche il semplice respiro della persona che si affaccia alla finestra è un suono che riempie lo spazio.

Sequenza dopo sequenza, arriveremo a “prima di tutto” con l’immagine di una finestra che si chiude su un mondo troppo rumoroso che non permette di sentire le voci di chi è vicino.

Nel breve scorrere degli otto minuti e mezzo di Before ovviamente non ci sono grandi dialoghi, né fatti, se non il lento scorrere del tempo, i suoni della casa, l’acqua che scorre, i rumori oltre il muro della vicina che tossisce, le luci esterne di una ambulanza, pochi momenti di comunicazione con amici tramite videochiamate di gruppo.

Poche anche le azioni, quelle quotidiane di lavare, pulire la casa, dormire, messaggiare con gli amici.

Poche luci, oscurità e penombra, le musiche a volte  incalzanti ed inquietanti e soprattutto i silenzi rotti da qualche rumore.

Tutto rende visibile e tangibile i senso d’irrealtà, di solitudine e talora oppressione di questo periodo da cui ancora non siamo del tutto usciti.

GLI AUTORI

Director: Gabriele Rossi

Story and Screenplay: Giorgio Viscardini and Gabriele Rossi

DOP: Giovanni Emilio Galanello

Actress: Francesca Gotti

Voices: Jacopo Abbate, Martina Mitrović and Simone Sala

Music and Sound Design: Alberto Ladduca

Digital Imaging Technician: Federico Caputo

Editor: Gabriele Rossi

Production: 1001

Come viene riportato all’inizio di Before:

“Tutte le sequenze sono state girate in una singola location dalle sole due persone che vi abitavano.

Il resto dell’equipe tecnica, così come il regista, lavorava a distanza dalle proprie case.”

Tutti questi operatori si sono trovati ad affrontare, come tutti noi, questo periodo di forzata inattività, ma non solo, di forzato isolamento e di riduzione drastica, fino in alcuni casi all’assenza, di relazioni umane.

Hanno cercato quindi di reagire alla paura di perdere i lavoro, alla paura di una malattia ancora misteriosa, alla solitudine ed alle immancabili fobie e depressioni.

Hanno utilizzato delle tecniche già in uso per registrare eventi e nel contempo inviarli in streeming,. Hanno dovuto, ovviamente adattarli ad un uso un po’ diverso, che era appunto quello di girare le diverse sequenze per poi montarli in un unico filmato.

Sulla location dove verrà girato il corto c’è l’attrice e l’operatore alla telecamera, poiché sono i due inquilini dell’appartamento.

Poiché sul luogo ci sono solo loro due, dovranno svolgere anche altri ruoli (soprattutto l’operatore alla telecamera, che sarà quello di controllare le luci, posizionarle, spostare la telecamera, ma anche predisporre il set, i costumi e il trucco (anche se questi ultimi due in questo caso sono ridotti al minimo e provvederà l’attrice stessa).

Il regista da casa con controlli in remoto è in grado di vedere ciò che “vede” la telecamera, controlla tutti i vari parametri della registrazione e da indicazioni al video-operatore multi-tasking sulle eventuali modifiche.

Hanno lavorato progredendo per prove e tentativi. Il lavoro si presenta sicuramente più faticoso sotto certi aspetti, per il video-operatore prima di tutto che, come abbiamo detto deve svolgere più funzioni.

Si è dimostrato anche più lungo e complessa la regia. Poiché il direttore è collegato, ma non presente fisicamente, ogni modifica, variazione o effetto che vuole ottenere deve spiegarlo dettagliatamente a voce, mentre se fosse fisicamente presente potrebbe più semplicemente intervenire direttamente.

Si passerà poi al montaggio ed anche qui in fase di montaggio ci sarà una collaborazione con l’operatore del sound design che avverrà anche in questo caso in remoto.

CONCLUSIONE

Perché ho voluto parlare di Before?

Prima di tutto perché mi sembra sia un corto di ottima realizzazione sia dia un punto di vista tecnico e soprattutto dal punto di vista di scelta narrativa e di buona resa dei, sentimenti e delle sensazioni che si sono create in molti di noi in questo periodo così particolare della storia.

Una pandemia non si verificava da 100 anni!

Un filmato breve, ma di grande impatto.

Il secondo motivo  è che volevo sottolineare un, di fatto, nuovo modo di girare un film, costruito in tempi molto brevi da una squadra di operatori tutti molto giovani.

Qualche giorno fa ho letto la notizia di un noto regista, Daniele Vicari, che sta girando un film da remoto, un film corale a distanza con alcune coppie e singoli che operano dalle loro case.

Questo team di UNOZEROZEROUNO ha già creato e prodotto un cortometraggio con questa modalità.

Sicuramente un prodotto professionale, tutti gli operatori sono lavoratori del settore, ma nello stesso tempo pioneristico.

Qui potete vedere BEFORE.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.