ENOUGH – IL DESIDERIO NASCOSTO DI PERDERE IL CONTROLLO

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Cortometraggio di Anna Mantzaris

PRESENTAZIONE

“Enough” è un cortometraggio, realizzato in stop-motion, di una regista e animatrice svedese Anna Mantzaris.

Situazioni quotidiane di insofferenza e frustrazione che normalmente soffochiamo e reprimiamo, a cui l’autrice decide di dare la possibilità di realizzarsi.

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IL CORTO

“Enough” è realizzato con una serie di vignette, di situazioni della vita quotidiana, in cui gente comune raggiunge quel punto di intollerabile irritazione e frustrazione, di fronte a diverse situazioni di convivenza e relazioni umane.

Momenti e personaggi a cui la regista decide di dare la possibilità di agire finalmente quei pensieri, a quei desideri un po’ oscuri e non manifestabili nella convivenza civile.

Piccole difficoltà della vita di ogni giorno: fare lunghe file, gestire clienti maleducati, litigare nelle riunioni di lavoro, via via con altre insofferenze dell’animo anche più dure e violente.

Personaggi tranquilli con cui si simpatizza, in alcuni casi forse ci si rispecchia.

Sono personaggi, un po’ strani a disagio, così come a volte ci possiamo sentire anche noi in quel tipo di situazioni sociali.

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Anna Mantzaris
L’AUTRICE

Anna Mantzaris è una regista svedese di animazioni con sede a Londra e Stoccolma.

Il suo lavoro è spesso guidato dai personaggi e adora mescolare umorismo e malinconia.

I suoi cortometraggi, But Milk is Important (2012) e Enough (2017) hanno vinto oltre 50 premi internazionali, tra cui European Animation Awards, Vimeo Best of the Year e Walt Disney and Audience Award all’Ottawa International Animation Festival

 “A posteriori, penso che la più grande ispirazione per realizzare Enough sia stata Londra, città in cui mi sono trasferita per un corso di studi al Royal College of Art. Londra è sempre così affollata, se penso anche alla metro tutte le mattine – è talmente piena che si avverte sempre una sorta di irritazione nell’aria – o alle persone vestite in abito da lavoro che sembrano sempre a disagio. Così ho iniziato a immaginare cosa volessero fare davvero queste persone, quali reazioni avrebbero se potessero fare davvero quello che passa loro per la testa.

Il corto è nato dall’idea di molti momenti come questi, in cui le persone ne hanno avute abbastanza e possono reagire come vogliono, libere, ogni tanto, di perdere il controllo, in una sorta di anarchia emotiva!” (Anna Mantzaris)

CONCLUSIONE

Tenero, ironico, anche pungente, ti dona uno sprazzo di senso di libertà.

“Enough” è del 2017, ma l’ho trovato uno spunto molto stimolante anche legato alla situazione che stiamo vivendo attualmente.

Credo che “Enough” rispecchi sentimenti che ognuno di noi ha avuto in qualche momento della propria vita: insofferenza, voglia di lanciare un urlo, un insulto, addirittura una schiaffo(!).

In questo periodo, dove le relazioni sociali e anche tutte queste piccole o grandi difficoltà e frustrazioni, sono state limitate e ridotte quasi a zero, quasi quasi ci mancano.

Nello stesso modo, costretti ad una convivenza più stretta e continuativa con le persone con cui abbiamo i legami più importanti, ci accorgiamo che dopo un primo periodo di riscoperta della vita insieme, a volte siamo presi appunto da sensi di fastidio ed irritabilità anche verso i nostri affetti più vicini.

Dunque? Dunque siamo esseri sociali, abbiamo bisogno di vivere in relazione con gli altri, ma questo comporta comunque delle fatiche, delle limitazioni, delle rinunce, il rispetto di regole e in certi momenti tutto questo raggiunge un colmo e abbiamo bisogno di essere liberi, di perdere il controllo, abbiamo bisogno di un piccolo momento di anarchia emotiva.

Ben vengano dunque questi piccoli film o altre forme di espressione artistica che permettono questi attimi liberatori senza fare danni a chi ci sta intorno.

Qui potete vedere il cortometraggio “Enough” di Anna Mantzaris.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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