Il metodo Kominsky: come affrontare la terza età

il metodo kominsky

Come affrontare la terza età

PRESENTAZIONE
Serie NETFLIX 2 stagioni

Il metodo Kominsky: ecco un’altra serie che si occupa di personaggi non più giovani alle prese con le fatiche della quotidianità.

Anche se in questo caso le storie dei personaggi si svolgono a Los Angeles ed hanno a che fare con il mondo di Hollywood, un mondo di lustrini e copertine patinate, si potrebbe pensare, in realtà è un ritratto di vita e d’invecchiamento.

La prima stagione di Il metodo Kominsky è stata pubblicata a livello internazionale su Netflix il novembre 2018, nel gennaio 2019 è stata confermata la seconda stagione, già visibile sempre su Netflix, ed è di pochi giorni la notizia che la serie è stata rinnovata per una terza stagione

LA TRAMA

Gli episodi de Il metodo kominsky, tutti abbastanza brevi della durata di circa 30 minuti sono incentrati sulle vicende di Sandy Kominsky (Michel Douglas) uno scapestrato attore che dopo un certo periodo di notorietà ora conduce una scuola di recitazione dove è l’unico insegnante con un metodo tutto personale (il metodo Kominsky appunto).

Ad affiancare Sandy c’è la figlia Mindy (Sarah Baker) occupata a supervisionare il padre sia nella scuola di recitazione che nella vita.

E c’è l’amico di una vita Norman Newlander (Alan Arkin), agente e manager anche di Sandy. Anche Norman non è più giovane, nel corso della prima serie perde l’amatissima moglie, morta di cancro e deve affrontare le difficoltà di una figlia tossicodipendente.

Ci sono degli appuntamenti fissi tra Sandy e Norman uno è il ristorante Musso & Frank Grill, dove un anziano cameriere Alex serve ogni volta con lentezza esasperante e con passo e mano incerta, tanto da far temere ogni volta che tutto si rovesci.

L’altro luogo ricorrente è l’interno dell’automobile che fa da sfondo a molte discussioni, riflessioni, ironiche prese in giro e confidenze tra i due vecchi amici.

Nello scorrere dei vari episodi de Il metodo Kominsky, Sandy deve affrontare i segni e i limiti della vecchiaia che avanza, i problemi di salute, fino a dover affrontare una malattia seria.

Deve porsi di fronte alla revisione della propria vita sentimentale con tre matrimoni alle spalle e una nuova relazione con Lisa (Nancy Travis), una delle sue allieve.

Deve rivedersi come padre nei confronti della figlia Mindy (Sarah Baker) che sembra non essersi ancora affrancata dal padre fino a  quando non rivela di avere una relazione già da un anno con un uomo che ha il doppio dei suoi anni.

E la sua scuola di recitazione, il suo metodo che in fondo è un po’ il modo di vivere in scena le sensazioni e le esperienze della vita.

Uno scavo interiore dei sentimenti, partendo dalla vita reale di cui la recitazione è un estensione.

«Noi mettiamo in scena la verità, interpretiamo la realtà di quel momento, senza forzare la mano»

(S. Kominsky)

A fianco vi sono le vicissitudini dell’amico Norma, burbero, schietto, ricco agente di spettacolo che deve affrontare la perdita dell’amata compagna Eileen (Susan Sullivan), che continuerà a sostenerlo e a parlargli nella sua fantasia.

Alle prese con la figlia Phoebe (Lisa Edelstein), alcolizzata e tossicodipendente, che dopo un ennesima disintossicazione, cerca seriamente di cambiare la propria vita.

Sorpreso dalla possibilità di una nuova storia amorosa, con una sua vecchia fiamma Madelyn (Jane Seymour) , che gli offre l’occasione di cogliere negli ultimi anni della vita ancora momenti di serena intimità e comunione con una donna.

I PERSONAGGI
Michael Douglas

Sandy Kominsky – Michael Douglas: credo non ci sia neanche bisogno di sottolineare la sua bravura. Infatti ha vinto un Golden Globe nel 2019 come migliore attore per questa serie.

Sembra quasi portare in scena in Il metodo Kominsky un po’ sè stesso, le problematiche dell’età che avanza, la malattia, la difficoltà degli affetti, delle relazioni, l’importanza dell’amicizia.

Alan Arkin

Norman Newmann – Alan Arkin: un altro gigante (vincitore di un premio Oscar come migliore attore non protagonista nel film Little Miss Sunshine nel 2007 e una nomination come miglor attore non protagonista in una delle due stagioni) è perfetto nel controbilanciare l’amico Sandy, provocandolo talvolta, ma anche sostenendolo e riconoscendo la sua vicinanza nei momenti di difficoltà.

Sarah Baker

Mindy – Sarah Baker è la figlia di Sandy. Attrice comica di Hollywood è qui una figlia ormai non più ragazzina che si dibatte tra il compito, che si è presa, di essere un miscuglio tra segretaria e governante del padre e il tentativo di raggiungere una vita soprattutto affettiva propria. Anche se la scelta di un compagno che ha qualche anno in meno del padre, non sembra essere un segnale di indipendenza.

Lisa Edelstein

Phoebe – Lisa Eldestein è invece la figlia di Norman. Volto forse più noto per essere stata l’interprete del personaggio Lisa Caddy nella serie di Dr. House.

Una figlia che ha messo e mette a dura prova il padre e la madre con i suoi comportamenti di ragazza viziata, ribelle, dipendente da alcol e droghe. Ma anche per lei vi è un percorso di accettazione e di rinascita.

Nancy Travis

Lisa – Nancy Travis e Madelyn – Jane Seymour sono i due nuovi amori che si mettono sulla strada rispettivamente di Sandy e Norman entrambe donne di una certa maturità, non delle ragazzine. Donne che schiette e sincere, che sanno ciò che vogliono o forse meglio sanno ciò che non vogliono, ciò che non sono più disposte a tollerare e che perciò pongono di fronte i rispettivi partner alla necessità di guardarsi dentro e di essere sinceri e forse un po’ più pazienti con gli altri.

Jane Seymour
CONCLUSIONI

Il metodo Kominsky ha ricevuto critiche molto positive, ha vinto anche un Golden Globe come miglior serie commedia o musicale nel 2019.

Si tratta in effetti di un mix perfetto di ironia e comicità e tematiche di grande impatto emotivo.

La terza età, il decadimento fisico, il cancro, il rapporto padri e figlie, l’amicizia e l’amore, l’etica delle relazioni, tutto questo si mescola perfettamente nel continuo andare avanti della vita di fronte alle difficoltà ai lutti, in una continua evoluzione dei rapporti e dell’amicizia.

In questo narrare della vita nella sua terza fase si inserisce e si mescola anche una narrazione sull’essere attore, sul mondo dello spettacolo che non è tutto luci, riflettori e scintilli, ma è anche fatica, buio, mondo dimenticato, a volte anche miseria e meschinità.

Kominsky ha creato un suo metodo che è appunto il portare sul palco l’estensione della vita reale, i sentimenti vissuti nella vita reale. Mettere in scena la verità.

Tutto questo senza mai diventare tragico, perché la battuta è sempre pronta, perché questi due grandi e vecchi amici sanno guardare il mondo e guardarsi con un occhio leggero e disincantato.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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