Il peggio di Cinzia Leone.. non finisce mai: risate a più non posso!

il peggio di cinzia leone

IL PEGGIO (O IL MEGLIO) DI CINZIA LEONE?

ARENA MILANO EST

Con Il peggio di Cinzia Leone si conclude questa carrellata estiva di cabaret al femminile di Arena Milano Est.

Certo presentarsi con il peggio di Cinzia Leone, il peggio di se stessa, potrebbe sembrare una presentazione poco ottimistica, ma aspettate a vedere che cosa succederà prima di farvi delle idee!

LO SPETTACOLO

Il Peggio di Cinzia Leone inizia già in modo sorprendente: con la sirena di un ambulanza! Che per un attimo fa nascere il dubbio che sia accaduto qualche cosa, poiché siamo all’aperto e l’ambulanza sembra proprio alle nostre spalle.

Ma ecco poi la voce di Cinzia, ed eccola avanzare dal fondo delle file affannata e con uno sfigmomanometro al braccio!

Cinzia Leone

È questo lo spunto per partire da un argomento, se volete, scontato, come la difficoltà del traffico romano (città in cui vive Cinzia), ed iniziare a parlare di una serie di fatti, problemi che in qualche modo toccano tutti.

E mentre ne parla, racconta, a volte magari si arrabbia, con frasi ed immagini così fantasiose e comiche di cui solo un romano è capace, contemporaneamente ne mette in luce gli aspetti peggiori che però potrebbero anche essere i migliori!

Così parlando del traffico elogia e nello stesso tempo mette in ridicolo i nuovi mezzi di spostamento come il car sharing, i monopattini e biciclette e tutti i mezzi di locomozione a due ruote.

E sempre come un tornado passa a parlare della difficoltà di ritrovarsi tutti a casa insieme almeno per pranzo, delle persecuzioni delle chiamate telefoniche dei call center che cercano di venderti sempre qualche cosa e che però si rivelano anche essere l’unica possibilità di lavoro per i figli.

E da questo a parlare del rapporto madri e figlie, delle paure e delle ansie delle madri che creano paure ansie delle figlie che a loro volta saranno madri; e poi ancora da queste ansie a parlare dell’amore, della ricerca disperata dell’amore, dell’innamorarsi del mito dell’amore fino a toccare ovviamente anche i social, il bisogno di mettersi in vetrina, la paura di essere invisibili.

Il peggio di Cinzia Leone è una vera carrellata turbolenta di quotidianità, di momenti di vita che ognuno di noi ha vissuto, di controsensi a volte anche di nonsensi.

Talmente tante cose da raccontare in questo “peggio” di Cinzia Leone che talora lei stessa si perde, si confonde.

E qui, il momento di genio, in prima fila tra il pubblico c’è la suggeritrice ufficiale, a cui ogni tanto Cinzia si rivolge per avere il LA per andare avanti.

E’ talmente vero, che sembra finto! Infatti tutti le chiedono se la figura della suggeritrice faccia parte dello spettacolo, ma no! E’ proprio una suggeritrice! Cinzia Leone è così! Vera fino in fondo, senza paura!

CINZIA LEONE

Cinzia Leone muove i primi passi di attrice nel mondo del teatro, ma poi anche nel cinema in diversi film con registi famosi, di cui lei ricorda con particolare affetto la partecipazione a Parenti Serpenti di Mario Monicelli.

E poi molta televisione in particolare diversi programmi con Serena Dandini, come La TV delle ragazze e Stati Generali.

Nonostante un grave problema di salute a metà del suo percorso, Cinzia Leone non può fare a meno di essere quella che è, un animale da palcoscenico.

Simpatica, semplice, sensibile, vera e libera.

La dimostrazione di questo è la scelta, appunto, di avere una collaboratrice, una suggeritrice, non nascosta, mimetizzata, ma in sala, visibile a tutti, a cui Cinzia si rivolge con semplicità.

Incurante di apparire imperfetta, ma anzi con il bisogno di dimostrare che lei come tutti, non è perfetta, che non controlla tutto.

CONCLUSIONE

Il peggio di Cinzia Leone…non finisce mai è stata un ottima conclusione di queste serate di cabaret al femminile.

Una serata di risate in famiglia, ma nello stesso tempo attraversata in qualche momento da una vena di malinconia.

Scoprire che il peggio, a volte, può non essere il peggio, che dal peggio possiamo trarre il meglio.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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