INFINITO TRA PARENTESI – La nostra recensione

infinito tra parentesi

L’INFINITO TRA PARENTESI

Dal 3 al 15 dicembre 2019
Teatro Franco Parenti
  • PRESENTAZIONE
  • LO SPETTACOLO
  • IL CAST
  • REGIA E SCENOGRAFIA
  • CONCLUSIONI
PRESENTAZIONE

Equazioni di fisica quantistica come poesie! Questo in qualche modo l’argomento di questo spettacolo. L’autore del libro da cui si ispira così come del testo teatrale è Marco Malvaldi.

Si, Malvaldi, l’autore dei gialli del Bar Lume, ma non solo di libri Giallo/Storici, come “Odore di chiuso”, “Misura d’uomo” o “Buchi nella sabbia”

Forse non tutti sanno che Malvaldi è laureato in chimica e ha scritto anche libri di tipo divulgativo tra cui anche “L’infinito tra parentesi” il cui sottotitolo cita – Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges.
Malvaldi stesso dal suo libro ha tratto questo spettacolo teatrale.

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LO SPETTACOLO

Francesca e Paolo sono due fratelli, lei umanista e lui scienziato, entrambi hanno due belle carriere di docenti universitari. A un certo punto le loro strade si incrociano: quando Paolo lotta per diventare rettore dell’Università, e vi è lo scontro e l’incontro di due diverse concezioni della realtà.

Questo è lo spunto per spaziare da Omero a Lucrezio, con il suo De Rerum Natura che ha influenzato scienziati rinascimentali, da Dirac inventore della meccanica quantistica che crede nella bellezza di un equazione matematica, che è ricordato per un equazione cosi detta dell’amore,

(∂ + m) ψ = 0 .

Tra i due, tra citazioni, riferimenti scientifici, ricordi del passato delle loro famiglie, un dialogo che spesso è un confronto, un dibattito, quasi uno scontro in certi punti, per partire da due mondi apparentemente lontani come la scienza e la letteratura, per giungere infine alla conclusione che i due apparenti mondi separati sono in realtà molto più vicini di quanto usualmente si pensi.

La poesia è l’arte di immaginare e in questo non è diversa dalla scienza, per questo le due materie possono fondersi e reagire, proprio come fanno gli elementi chimici quando si trovano abbastanza vicini da entrare l’uno nel campo di attrazione dell’altro.

Per questo ad un certo punto tra le tante citazioni, parallelismi e collegamenti Paolo, ricordando un momento del suo passato di studente canta, accompagnandosi con la chitarra, “Un Chimico” di Fabrizio De André.

Anzi ad un certo punto si giunge alla conclusione che la poesia è necessaria al nascere e crescere di nuovi scienziati .

«Non ne posso più di vedere l’Università dominata dalla scienza e dalla tecnica. Sono trent’anni che abbiamo solo rettori che vengono dalla scienza. Non avremo mai un Lucrezio, o un Maxwell, se continuiamo così avremo solo dei tecnici che stringono un pochino più forte una vite progettata da altri».
(Francesca /Maddalena Crippa)

Perché un’idea, un fatto, rimane impresso in maniera indelebile se passa dall’emozione provata in quell’occasione.

Infine la conclusione dei due fratelli è:

“Razionalità e passione sono strettamente legate, si condizionano a vicenda permettendoci di raggiungere vette apparentemente inarrivabili se teniamo entrambe in egual conto.
Guai a noi se ci illudessimo che una soltanto possa essere l’unica e giusta via da percorrere.”  (Francesca/Maddalena Crippa)

CAST

Maddalena Crippa/Francesca e Giovanni Crippa/Paolo nella vita come sulla scena fratello e sorella conducono con naturalezza questo dialogo punteggiato dalle loro differenti concezione della realtà, dai loro ricordi familiari, dalle loro quotidianità.

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Ricordando errori, rancori, talvolta, ma ritrovando poi la loro solidarietà e complementarietà sia nella loro vita privata che nella visione più universale della realtà.

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REGIA E SCENOGRAFIA

Piero Maccarinelli, il regista, conduce questo insolito viaggio tra la scienza e il teatro.
La scenografia di Maurizio Balò con le luci di Alessandro Macorigh, mostra un ampia, luminosa biblioteca domestica con libri disposti ovunque anche sullo sfondo e sul tavolo. Due spazi tra gli scaffali sono occupati da alte lavagne nere sulle quali si esporranno i cardini del vivace duello intellettuale tra i due.

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Piero Maccarinelli
CONCLUSIONI

Un interessante esperimento di teatro ”didattico”.
Con tono ironico, con l’uso di molti aneddoti, metafore e analogie, vengono esposti e spiegati concetti e principi che spesso risultano ostici agli studenti.
Il tutto con un ritmo galoppante, tanto che in alcuni momenti, come un studente avrei voluto chiedere ai protagonisti di rallentare per poter prendere appunti.
Nello stesso tempo Malvaldi sottolinea, con i suo lavoro, quanto in fondo sia fittizia la distinzione tra cultura umanista e scientifica e come la storia sia disseminata di momenti ed eventi che invece ci mostrano quanti punti di contatto vi siano tra questi due modi di vedere ed interpretare la realtà e di come le due modalità infine siano complementari.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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