MAI GENERATION 2020 – La nostra recensione

Mai generation

Quando le “Piccole Produzioni” fanno il Teatro di qualità.

LO SPETTACOLO

Mai generation” uno spettacolo da non perdere realizzato dalla Compagnia Oyes, in scena al Teatro Litta fino al 20 gennaio 2020.

Mai generation è uno spettacolo che vuole parlare al mondo degli adolescenti e al loro naturale desiderio di cambiamento. Tutto si svolge all’interno di una scuola occupata dove i ragazzi possono sentirsi improvvisamente adulti, cittadini del proprio mondo e responsabili delle proprie scelte.

Non servono grandi scenografie e stratosferici effetti luce ma serve il realismo e la passione di quattro giovani attori molto intensi e molto preparati.

Una storia vera, una storia che denuncia i disagi dei nostri ragazzi in un mondo che spesso gli offre difficoltà ma a cui spesso sono loro stessi incapaci di dire: basta ora il mio futuro lo costruisco io!

Una vera occupazione, il pubblico rappresenta i ragazzi che occupano un liceo, c’è lo scontro con il professore in sala e la votazione finale per decidere se proseguire o no l’occupazione.

Il tutto perfettamente realizzato con una semplicità che conquista.

IL CAST DI MAI GENERATION

DANIELE CRASTI

Il “duro” ma con una grande sensibilità e una madre “non semplice da gestire”. Un’ironia sottile e toccante la sua, perfettamente resa da Daniele. Un personaggio non facile il suo, che ci dipinge un lato dell’adolescenza molto intenso che spesso viene camuffato con una forza che non c’e. Un ottima performance quella di questo giovane attore che riesce perfettamente a fondere finzione e realtà facendo prevalere la seconda con assoluta naturalezza.

FRANCESCA GEMMA

L’unica donna del gruppo. Decisa, innamorata e risoluta. Incarna tutte le caratteristiche della donna moderna che vuole realizzarsi e abbattere le stupide barriere che ancora purtroppo esistono. Un doppio ruolo per Francesca Gemma che ci regala anche la figura di una sessantottina convinta. Splendida in entrambe le parti, non perde mai un colpo e arriva al pubblico “dritta e precisa” senza sbavature e con una grande intensità interpretativa e ricca di sfumature. Complimenti!

FRANCESCO MEOLA

L’indeciso. A lui il ruolo forse più “drammatico” all’interno dello spettacolo. I suoi dubbi, le sue continue incertezze tra cosa è giusto e cosa no lo è lo rendono una figura di grande intensità e che ci porta alla riflessione. Daniele rende il personaggio assolutamente credibile… un po’ anche un “Romeo” dei giorni nostri 😉

Anche per lui un doppio ruolo.

Lo vediamo infatti anche “chiuso in bagno” nella parte del Secchione completamente sottomesso alle regole . Dieci e lode per questa interpretazione !

DARIO SANSALONE

Il cantante del gruppo. Non può mai mancare il “voglio fare il musicista ma mio padre mi vuole a medicina”. Purtroppo una delle grandi piaghe sociali: il genitore autoritario che deve decidere cosa sia meglio e “più serio” per il futuro del figlio. Anche per Dario tutti i nostri complimenti per l’intenso approccio di questo personaggio. Viene reso dall’attore con molte sfumature emotive che passano dalla rabbia alla profonda sensibilità con un realismo disarmante.

REGIA E TEAM TECNICO

Una regia giovane, fresca e profondamente vera quella di Stefano Cordella. Perfetti gli elementi scenici scelti. Essenziali ma di grande impatto come i filmati che vengono proiettati durante lo spettacolo.

Un plauso quindi anche Andrea Colombo per le scene e i costumi.

Complimenti quindi a tutto lo staff tecnico: all’ aiuto regia Noemi Radice che ha anche collaborato alla drammaturgia , Giuliano Almerighi per il disegno luci e a Gianluca Agostini per il sound design.

TRE OTTIMI MOTIVI PER ANDARE A VEDERE MAI GENERATION

Scopriamo il teatro, quello delle piccole realtà, per dare valore alla vera arte che spesso ritroviamo in queste produzioni considerate minori ma che sono certa non lo siano assolutamente.

La voce dei nostri giovani viene portata “a spada tratta” in questo allestimento essenziale ma profondamente ricco di intensità emotiva e di messaggi da non sottovalutare.

Sul palco del Teatro Litta “il mondo visto dai giovani” non così vuoti come spesso li dipingiamo ma che hanno tanto da dirci e dai quali spesso, se li ascoltassimo, avremmo tanto da imparare.

 

Cristina Rampini

Nasco pianista e proseguo come artista! Perché? Perché rompo gli schemi e inizio a vivere le mie giornate e l’arte a 360 gradi senza pormi limiti, barriere e sopratutto lasciando agli Idioti il pettegolezzo e la critica fine a se stessa. Ho iniziato a 40 anni una nuova vita ma come si suol dire... meglio tardi che mai!!

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