NON E’ MAI TROPPO TARDI

non è mai troppo tardi

Ovvero: la scoperta dei tuoi tesori nascosti

Quarantena Coronavirus 2020

Non è mai troppo tardi” era il titolo di una trasmissione “didattica” dei primi anni della RAI, che io ho fatto tempo a vedere!
Così, per darvi un’idea della mia età!

Oggi, però, scrivo questa frase non per ricordare la trasmissione, ne per fare la “vecchia” saggia, ma come riflessione personale su qualche cosa che mi sta accadendo in questo strano periodo, in qualche modo unico, e che inevitabilmente induce a fare delle revisioni della propria vita e a scoprire o riscoprire nuove strade da percorrere.

NON E’ MAI TROPPO TARDI – COSA C’ERA PRIMA

Vorrei fare un piccolo percorso a ritroso.
Per fortuna, nella mia vita ci sono sempre stati momenti ed occasioni di incontro con il vasto mondo delle espressioni artistiche.
Fin da piccola mi è stata data l’opportunità di conoscere, e studiare la musica ed uno strumento; ho avuto modo di sperimentarmi con le matite i colori, il disegno; la lettura mi ha accompagnato fin dai primi anni in cui ho imparato a leggere e scrivere e ovviamente, crescendo, anche la occasioni di vedere film, opere teatrali di diverso genere, persino la danza, anche se in anni più avanzati.
Ovviamente negli anni la mia frequentazione di questi mondi sono state di diversa frequenza e intensità a seconda delle diverse stagioni della vita e dei diversi impegni che la vita, appunto richiedeva.
Diciamo che nella maggior parte dei casi comunque i miei rapporti con questo vasto mondo dell’arte è stato soprattutto come utente, come spettatore o lettore.


Ma poiché nella vita si cresce, ecco che qualche cosa è cambiato.


Forse è cominciato quando ho iniziato a frequentare dei corsi di ballo che mi hanno portato a praticare questa attività non solo per me stessa, ma anche per gli altri (poiché mi sono ritrovata ad esibirmi in pubblico per dei saggi e spettacoli), per mostrare, comunicare agli altri la bellezza e la gioia che provavo in questo mio modo di esprimermi.

non è mai troppo tardi


Credo che il passo successivo sia stato quello di entrare in contatto con alcuni artisti (uno in particolare Vittorio Matteucci) nel loro mondo del lavoro, non di performer, ma di insegnanti della loro arte, e così ho iniziato a conoscere e praticare un po’ l’altro versante delle arti, di chi fatica e costruisce e vive di ciò che alla maggior parte delle persone appare più come un divertimento, un hobby.
Ecco questo, credo che sia il cammino che oggi mi ha portato, intanto a scrivere quanto state leggendo.

NON E’ MAI TROPPO TARDI – ARRIVIAMO AD OGGI

Scrivere, altra cosa che non avrei mai immaginato di fare, anche se credo che ci sia in un angolo del mio cuore un desiderio di poter scrivere parole, pensieri, racconti come quelli che mi hanno affascinato nelle mie letture.


Non solo a scrivere, ma anche a tentare di.. RECITARE!

Forse recitare è una parola grossa! Sicuramente a fare un qualche cosa che nella mi parte di mente razionale ho sempre pensato fosse assolutamente contraria al mio essere.


Fatto sta che, forse proprio a causa di questa quarantena che ha diradato e modificato il nostro modo di relazionarsi, ho sentito l’impulso di recitare una poesia e, non solo, anche di registrarmi in un video per rendere partecipi alcuni amici di questo, non so definirlo in altro modo, bisogno!


Ed ecco che siamo giunti infine al presente e al motivo del titolo della mia riflessione.
Perché da cosa nasce, cosa, perché sorprendentemente il mio piccolo esperimento di recitazione ha suscitato interesse, curiosità.

E’ piaciuto, cosa che mi ha sorpreso forse anche più dell’inaspettato coraggio che avevo avuto nel farlo.
E da qui è nata la proposta di provare ad avere una piccola infarinatura di come si recita, come s’interpreta.
Proposta che ho accettato facendomi trascinare dall’inerzia di quell’iniziale impulso che mi aveva spinto a recitare e facendomi sostenere dalla naturale gratificazione di essere stata apprezzata.

NON E’ MAI TROPPO TARDI – E DOMANI?

Ed ora eccomi qui a fare i conti con questa nuova esperienza.
Ne sono a dir poco affascinata!
E’ proprio vero che l’esperienza più toccante e coinvolgente, il viaggio più incredibile è quello della scoprire ciò che è nuovo, ciò che sembrava misterioso ed inspiegabile.
Il lavoro di comprendere ciò che uno scritto può significare, di comprenderlo nel suo profondo, cioè in tutto contenuto di sentimenti ed emozione che esso racchiude, il ricercare in me stessa quali sono le sensazioni, le emozioni che mi suscita e ai quali altri simili modi di sentirmi vivono in me, il trovare il modo e la libertà di lasciare uscire, manifestarsi tutto questo negli altri, in chi mi ascolta e vede, tutto questo è un esperienza di grande fascino e di conoscenza di se stessi prima di tutto e dell’animo umano in generale.
Dove mi porterà tutto ciò non mi è ben chiaro.

Non c’è un progetto ben definito, ma sicuramente mi renderà più ricca, ricca di esperienza, di conoscenza degli altri, dei loro cuori, forse mi renderà anche un po’ migliore, forse mi renderà capace di donare anche agli altri un po’ di quello che ho scoperto e ricevuto.





 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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