Paolo Jannacci: un pittore delle emozioni

Jannacci
Foto di Davide Di Lorenzo

Paolo Jannacci infiamma l’Arena Milano Est con il suo “Canterò

Scendono le luci sul palco dell’Arena Milano Est ed ecco iniziare lo show di Paolo Jannacci e della sua fantastica Band.

Parte subito la musica con un assolo di Jannacci e con un pizzico della sua ironia che subito travolge.

La magia di un pianoforte che ti coinvolge già dalla prime note; ad un vero artista non servono effetti speciali o coreografie da urlo per regalarti uno spettacolo di grande qualità.

LO SPETTACOLO

Nel suo “Canterò” spettacolo con l’omonimo titolo del Cd, Paolo Jannacci si racconta passando da brani di grande intimità emotiva a travolgenti sonorità e stili musicali diversi.

Il brano “Latinamente” accende in modo straordinario la sua meravigliosa Band composta da grandissimi musicisti quali Daniele Moretto, Marco Ricci e Stefano Bagnoli.

Ed eccoci ad un piccolo problema tecnico che viene subito risolto da Jannacci, vero istrione, che stravolge la scaletta e ci regala la sempre coinvolgente “Ma Mi” del grande Nanni Svampa.

Si cambia subito genere con “Mi piace” dove Jannacci con la sua Band travolgono con una verve pazzesca data “dalle cose semplici” come è l’approccio di Paolo con il suo pubblico… semplicemente vero.

Ed eccoci al brano sanremese “Voglio parlarti adesso” che Jannacci dedica a tutti coloro che “amano con pudore”, sottolineando che dire ti voglio bene o ti amo non è mai una vergogna; fare del male lo è.

Ed ecco un’altra volta travolgere il pubblico con “Pizza” dove l’assolo di Daniele Moretto ci lascia senza parole.

Si cambia nuovamente atmosfera con il Poeta; così Paolo definisce Paolo Conte (ovvero riprende il modo in cui lo chiamava il papà Jannacci) e ci regala il brano “Parigi” che fa trasparire ancora una volta il grande gusto musicale di questo Artista.

Con il suo straordinario senso dell’humor ci regala uno storico brano di Enzo Jannacci ovvero “L’Armando”… facendoci riflettere che spesso nella vita le cose più strane e tragiche ti fanno ridere.

Ancora una volta si scatena il pubblico dell’Arena Milano Est e Jannacci prosegue senza tregua regalando un medley di brani di Jannacci padre (“Ci vuole orecchio” per citarne uno) e di altri grandi tra cui la mitica “E la vita” di Cochi e Renato.

Si torna subito all’emozione e intimità che caratterizzano il dialogo musicale tra Jannacci e il suo pubblico con “Com’ è difficile”, uno splendido brano di Tenco che Paolo dedica al papà Enzo.

Si torna alla musica del Poeta, Paolo Conte, con il magnifico brano dedicato a Gino Bartali e Jannacci non perde l’occasione di raccontarci dei bellissimi aneddoti sulla nascita dell’evoluzione “metronomica” del brano che con un idea geniale di Conte passa da una versione “molto veloce” ad una versione “funeral”.

Siamo quasi al termine di questa incantevole serata che definirei un vero gioiello musicale.

Foto di Davide Di Lorenzo

Una gag con la sua Band e si parte con la strepitosa e famosissima “Vengo anche io no tu no” in cui viene coinvolto il pubblico guidato da Daniele Moretto e viene anche coinvolto un altro straordinario musicista quale Stefano Bagnoli.

Si chiude qui la serata… e invece no!

Paolo torna regalandoci un bis molto intenso, “Vincenzina e la fabbrica”, che dedica non solo alla moglie ma

“a tutte le donne che fanno viaggiare questo paese a testa alta”.

Foto di Davide Di Lorenzo
LE NOSTRE CONCLUSIONI

La musica vera ancora esiste, esistono i contenuti e chi la musica la sa fare davvero.

Paolo Jannacci, dipinge la musica con grande garbo e eleganza sapendo far suoi molteplici stili musicali.

Grandi musicisti attorno a lui riempiono il palco senza il bisogno di altri effetti scenici che sono “realizzati” dalla grande qualità di questa formazione.

Un figlio d’arte può fare di più… tutti noi possiamo sempre fare di più ma Paolo in questa serata… non poteva darci di più!

 

Cristina Rampini

Nasco pianista e proseguo come artista! Perché? Perché rompo gli schemi e inizio a vivere le mie giornate e l’arte a 360 gradi senza pormi limiti, barriere e sopratutto lasciando agli Idioti il pettegolezzo e la critica fine a se stessa. Ho iniziato a 40 anni una nuova vita ma come si suol dire... meglio tardi che mai!!

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