Rebecca torna su Netflix: trama, trailer e molto altro

Rebecca – La Prima Moglie torna in una nuova versione su Netflix

Rebecca è il titolo di un romanzo di una scrittrice inglese Daphne Du Maurier. In Italia venne riproposto con una precisazione Rebecca, la prima moglie.

Rebecca è un film del 1940, tratto da questo romanzo e con la regia di un grande Hitchcock, film con un cast eccezionale e che vinse anche l’Oscar come miglior film.

Ci sono state negli anni diverse trasposizioni di questo romanzo, una versione teatrale ed altre versioni per lo più per il piccolo schermo

Joan Fontaine, Judith Anderson/Lily James, Kristin Scott Thomas

Da oggi c’è Rebecca di Netflix che raccoglie una grande sfida nel proporre una nuova versione di quel grande romanzo e sfidando il confronto con il grande film di Hitchcock.

LA TRAMA

La trama di Rebecca è abbastanza nota ed è fedele a quella del romanzo.

Siamo a metà degli Anni 30. Una giovane donna di origini modeste (Lily James) incontra a Montecarlo un ricchissimo e avvenente vedovo, Maxim de Winter (Armie Hammer).

Da semplice dama di compagnia di una ricca signora (Ann Dowd), diventa una sposina destinata a vivere a Manderley, splendida tenuta in prossimità delle ripide scogliere della Cornovaglia.

L’imponente maniero di famiglia è cosparso di ricordi della prima moglie di Maxim, morta tragicamente non molto tempo prima. Tutti ricordano la prima signora De Winter, Rebecca, come un modello di perfezione, perfezione di bellezze e dalle molteplici qualità e capacità. L’inesperta neo-signora De Winter(la seconda moglie non ha un nome!) timida, un po’ goffa e talora maldestra si sente perseguitata ed ossessionata dal modello d’incontrastata superiorità e perfezione rappresentato dalla defunta.

Questo è acuito ed esasperato dall’ostracismo del marito per tutto quello che riguarda il passato ed in particolare la prima moglie Rebecca e contemporaneamente da il comportamento gelido pieno di disapprovazione e compatimento della governante, la signora Danvers (Kristin Scott Thomas), che sfrutta l’ingenuità e l’insicurezza della nuova padrona di casa per screditarla e umiliarla.

Ma progressivamente si capirà che quasi nulla è come appare, che ognuno nasconde un segreto e che spesso la perfezione nasconde lati oscuri.

Il film quindi si trasforma da una romantica storia d’amore, ad un horror-triller con sfumature di giallo e un finale tragico, ma che si risolve in un lieto fine.

REGISTA ED ATTORI

Ben Wheatley, il regista: è uno sceneggiatore e regista inglese.

Nasce come regista di video virali postati in rete per giungere a dirigere serie per lo più britanniche, tra cui anche due episodi di Doctor Who

Per quanto riguarda il film Rebecca ha dichiarato in una intervista:

“Non è in alcun modo un remake del film di Hitchcock, decisamente no. Rifare un film non è così interessante per me, ma il materiale originale lo è. Ho visto tutti gli adattamenti. Volevo creare qualcosa che contenesse più amore. Fa parte del tentativo di indagare altre parti dell’essere umano. Rebecca ha degli elementi oscuri e al suo interno ha una storia psicologica e inquietante, ma parla anche di queste due persone innamorate. Era la cosa principale”

Lily James è volto noto nelle serie per aver interpretato per due stagioni nella serie tv Downtown Abbey il personaggio di Lady Rose MacClare. E’ stata anche Cenerentola nella versione live action della Disney. Molto convincente nell’apparire goffa, quasi un po’ sgraziata in alcuni momenti. È evidente nel corso del film la maturazione e l’acquisizione di sicurezza ed autorevolezza del suo personaggio.

Lily James e Armie Hammer

Armie Hammer è Maxim de Winter.

Attore statunitense, ha lavorato in diversi telefilm e film, l’ultimo di tempo e per importanza Chiamai col tuo nome di Guadagnino.

Il personaggio di Maxim, però non gli è del tutto congeniale, non è mai troppo gelido, né troppo romantico, né troppo infuriato o troppo preoccupato.

La signora Denvers è interpretata da Kristin Scott Thomas, grande interprete in film come 4 matrimoni e un funerale  e Il paziente inglese.

Algida e maligna, è lei che muove i fili dei personaggi, che ordisce la trama per vendicare Rebecca, che ha accudito fin da piccola e che idolatrava.

CONCLUSIONI

Un film che ha il fascino di attraversare diversi generi.

Inizia come un classico film romantico, genere romanzi rosa per signorine, ma quando si giunge nel maniero ecco che ogni cosa, ogni sguardo, ogni mezza parola si riempie di mistero.

In questa fase la giovane seconda moglie ricorda un po’ Jane Eyre.

Il mistero si fa più fitto e capiamo subito che c’è una figura fondamentale che dirige e decide, che ordisce trame.

La signora Denvers non può rassegnarsi di aver perso il suo idolo, il suo amore, colei che faceva valere in un mondo di uomini la sua liberta. Rebecca era il suo oggetto d’amore, lo specchio in cui si rifletteva, la figura attraverso la quale emanciparsi.

Un film incentrato soprattutto sulle figure femminili, sui loro sentimenti e sulle loro aspirazioni, sogni e desideri.

Allora come oggi devono lottare per un loro riconoscimento.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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