Ritorno a Reims: la recensione!

Ritorno a Reims

Ritorno a Reims: in scena al Teatro Studio Melato fino al 16 novembre

  • IL LIBRO
  • LO SPETTACOLO
  • IMPRESSIONI
  • SCHEDA
IL LIBRO

Questo lavoro parte da un libro pubblicato nel 2009  “Ritorno a Reims”, appunto, di Didier Eribon, sociologo e filoso francese. E’ un testo ibrido in cui i tratti autobiografici si intrecciano con l’analisi sociologica, interrogandosi sul rapporto tra l’individualità e la società.

Il filosofo racconta del suo ritorno alla città natale, Reims, da cui manca da decenni, da quando ha intrapreso la carriera universitaria, e dell’incontro con la sua famiglia, più precisamente con la madre, perché il motivo del ritorno è la morte del padre con il quale Eribon  rifiuta di incontrarsi e non partecipa neppure al suo funerale.

Da questo ritorno e dall’incontro con la madre prende inizio un percorso a ritroso negli anni dell’infanzia, dell’adolescenza e della gioventù.

Eribon ricostruisce la propria storia di figlio, gay, di operai, schiacciato dalla doppia discriminazione, sociale e sessuale, e si fa due domande. La prima: perché si parla tanto della vergogna dell’omofobia e non della vergogna sociale? E ancora: come mai la classe operaia, che è sempre stata la spina dorsale del partito comunista, ora in tutta Europa vota a destra?

Ritorno a Reims
LO SPETTACOLO

Partendo dunque da questo testo il regista Ostermeier riscrive, in diversi Paesi europei, ogni volta la drammaturgia, in collaborazione con il teatro e con gli attori coinvolti in ogni singolo progetto. 

Per l’Italia Ostemeier ha scelto il Piccolo Teatro e Sonia Bergamasco come attrice, voce fuori campo, con il regista Rosario Lisma e il tecnico del suono, il rapper Tommy Kuti, impegnati alla registrazione di un documentario sullo stesso Eribon.

Così attraverso una selezione dei brani del testo si sottolinea come Eribon, nel confronto con il passato, si scontra con i lati oscuri della società contemporanea: i brutali meccanismi di esclusione dall’istruzione e dal lavoro messi in atto dalla borghesia, alla quale ora appartiene, progressista per finta ed elitaria nella realtà; una classe operaia che, dimenticata e privata dei diritti, rinnega la militanza comunista per gettarsi tra le braccia della destra populista del Front National.

Attraverso la realizzazione di diverse versioni dell’allestimento in nazioni, lingue e con attori differenti, le cui esperienze personali  influenzano e  modificano i tratti contingenti della struttura, Ostmeier trova una modalità originale per interrogarsi ed interrogarci sulla direzione politica che le nazioni dell’Europa occidentale hanno preso.

Si parte da un video, girato a Reims, in cui viene rivissuto la visita, descritta nel libro, di Eribon a sua madre, dopo il funerale del padre. Il filmato viene commentato, in uno studio di registrazione. Quando il film finisce, i tre personaggi esprimono le proprie opinioni in merito, attingendo alla propria esperienza.

Poiché uno dei protagonisti è un cantante rapper, in questa versione alcuni opinioni sono espresse anche attraverso delle canzoni di questo genere

Ritorno a Reims
IMPRESSIONI

Bisogna dire che non è uno spettacolo “facile”, si tratta, per una abbondante percentuale del tempo, di una lettura di un testo, che Sonia Bergamasco svolge in modo quasi intimo, quasi stesse facendo una lettura ad alta voce per se stessa. E poiché è lo scritto di un filoso richiede attenzione e concentrazione.

Sono sicuramente gli scambi di vedute, i diversi modi di individuare le radici dei problemi che danno vitalità allo spettacolo, che interrogano gli spettatori.

La semplicità con cui tutti e tre mettono in scena piccole parti di loro stessi, ironizzando anche un po’ sui loro difetti, ma soprattutto ponendosi alla fine e ponendo al pubblico una, domanda, la domanda: e noi che cosa facciamo, che posizione prendiamo di fronte alle questioni che ci pone Eribon?

SCHEDA

Produttore:

Piccolo Teatro di Milano, Fondazione Romaeuropa, Schaubühne, Berlino

Regista

Thomas Ostermeier

Autore:

Didier Eribon

Protagonisti:

Sonia Bergamasco, Rosario Lisma e Tommy Kuti

dal 10 ottobre al 16 novembre 2019

Piccolo Teatro Studio Melato

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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