• Featured

Sting a Milano – la recensione!

sting

Sting in concerto al Forum di Assago il 29 ottobre

  • I DISAGI
  • IL CONCERTO
  • LA SCALETTA

“Buonasera a tutti e benvenuti. Devo dirvi una cosa: mi sono fatto male ad una spalla. Questo non mi permetterà di suonare la mia chitarra stasera ma… posso cantare! Quindi, come si dice in inglese, The show must go on”

I DISAGI

Si presenta così Gordon Matthew Thomas Sumner, al secolo STING con un ora di ritardo sull’orario previsto d’inizio. Si perché il concerto, unica data italiana prevista per My Song Tour, è accompagnato da disagi e code incredibili per l’ingresso, motivo per cui l’inizio viene posticipato di un ora. Infatti da lo scorso 1° luglio è entrata in vigore la legge numero 145 che prevede il biglietto nominale per tutti i concerti con affluenza superiore alle 5000 persone, questo ovviamente ha comportato una serie di problematiche e di tempistiche più lunghe per l’accesso all’evento.

Problematiche dovute alla necessità di cambi di nominativi sul biglietto, a controlli di biglietti e documenti, ma anche alla superficialità delle persone (perché bisogna dirlo, ticketone si è premurata di inviare una mail, avvisando delle nuove disposizioni e di presentarsi con documento valido)che si sono presentate senza documenti.

sting
IL CONCERTO

Comunque l’attesa valeva la pena perché Sting incurante della sue età non più precisamente verde (68 anni!) e del suo incidente fisico, da luogo ad un esaltante concerto con i suoi maggiori successi sia come Police che come cantante singolo, riveduti e riarrangiati che lasciano incantati ed entusiasti tutto il pubblico

Si parte da la prima tappa, 1976: Roxane

”In un hotel di bassa classe dietro la stazione Saint-Lazare di Parigi, dopo una data con il “gruppo sconosciuto” dell’epoca. -Suonavamo di fronte a pochissime persone e dormivano in alberghi schifosi. Quella sera mi trovavo in questa hall frequentata da “lucciole” e dai loro clienti

– racconta Sting, rigorosamente in italiano –

Fui colpito da una di loro e da una stampa di Cyrano De Bergerac, me ne tornai in camera per scrivere una canzone. Una canzone che come titolo ha un nome, per me lo spirito del romanticismo, la quint’essenza dell’amore cortese”

Da qui si prosegue nel percorso musicale passando per Message in a Bottle, ricordando anche qui un momento difficile della loro carriera un provino in un bar dall’esito a dir poco frustrante:

“Ehi amico, io voglio ascoltare i brani della hit parade, non i tuoi

– continua il cantante, imitando il tono del suo possibile produttore –

A quel punto, non avendo più niente da perdere, ho preso in mano la mia chitarra e ho risposto: Stai facendo un grosso errore, perché, un giorno, questa canzone sarà un grandissimo successo”

Si procede poi passando a canzoni della sua carriera da cantante, abbiamo anche note giamaicane e reggae con Get up stand up e No woman no cry di Bob Marley.

La band che lo accompagna è ovviamente stellare, segnaliamo in particolare l’introduzione di Brand New Day all’armonica, affidata a un straordinario Shane Sager.

“Questo pezzo era suonato da Stevie Wonder, buona fortuna capo”

  – lo incoraggia Sting –

Sting non viene mai meno, dizione chiara e precisa, non sfugge una parola, voce perfetta, potente, nonostante l’impedimento fisico del tutore per la spalla, piuttosto che niente si accompagna con il tamburello.

Il gioco di luci è veramente magico e suggestivo

90 minuti di grande musica, ma il pubblico non è ancora soddisfatto e richiede a gran voce il bis, che non può mancare.

Ecco allora gli ultimi pezzi King of pain, Russians con toni dolenti e sacrali che sfociano in Fragile dai toni intimi e commoventi.

sting
LA SCALETTA

Roxanne
Message In A Bottle
If I Ever Lose My Faith In You
Englishman In New York
Set Them Free
Every Little Thing She Does Is Magic
Brand New Day
Seven Days
Whenever I Say Your Name
Fields Of Gold
If You Can’t Find Love
Shape Of My Heart
Wrapped Around Your Finger
Walking On The Moon /Get Up stan dup
So Lonely/No Woman no cry
Desert Rose
Every Breath You Take

BIS
King Of Pain/Roxanne Coda
Russians
Fragile

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.