The Dei after – La nostra recensione!

dei after

THE DEI AFTER

Dal 9 al 12 gennaio 2020
Teatro della Coperativa
  • PRESENTAZIONE
  • LO SPETTACOLO
  • IL CAST
  • REGIA E SCENOGRAFIA
  • CONCLUSIONI
PRESENTAZIONE

Uno spettacolo sull’uomo, sul maschio, per la precisione sul maschio in crisi, su un uomo “a pezzi”, da ricostruire.
Non è solo questo però, c’è una particolarità gli attori fanno parte del Kollettivo Drag King.
Non sapete cosa sia?
Vi devo confessare che anch’io fino a ieri sera non conoscevo questa realtà.
Così come esistono le Drag Queen esistono i Drag King, attori, meglio attrici che hanno deciso di portare in scena, in chiave comica, i maschili che le abitano, combattendo tabù e stereotipi, liberandosi dai condizionamenti di genere, giocando in modo spudorato e impertinente.

LO SPETTACOLO

Tre improbabili Dei, ormai invecchiati e un po’…”sgarrupati”, sono chiamati all’arduo compito di rimettere insieme i i pezzi di un uomo che è perso, confuso, in cerca del proprio ruolo, ormai messo in discussione dai cambiamenti nel suo mondo sociale, del lavoro e anche affettivo.

Dei dall’aspetto grottesco che individuano tre aspetti dell’universo maschile in profonda crisi: Zeus vecchio, nostalgico della perduta virilità, porta in scena le problematiche di una sessualità sfalsata, dell’invecchiamento che lo porta a sentirsi meno importante, che lo obbliga a mettersi in discussione con un ruolo della donna che sta cambiando o meglio che è già cambiato.

Efesto semplice, lavoratore, un po’ pasticcione, si sente allontanato dagli altri, messo in secondo piano. Lui si identifica con il suo lavoro, con il suo saper fare, con i lavori semplici e chiari e non si ritrova con tutti questi nuovi ruoli e lavori del mondo sempre più digitale.

Ermes è un po’ il saggio della compagnia, la conoscenza, anche la conoscenza degli antichi che però gli fa intuire ed individuare già nel passato le crepe da cui origina la crisi di oggi. Troppo lontano pero dalle realtà quotidiane, più vicino ad un mondo astratto che a quello terreno, non riesce ad essere preso sul serio dai suoi due compagni.

E così, in un susseguirsi di dialoghi, gags, e riflessioni semiserie, si cerca di trovare da che cosa iniziare per ridare vita a questo uomo che si è rotto, che è andato in pezzi.
Ripartiamo dal sesso, “da il gioiello”? Oppure l’uomo è ciò che sa fare, il lavoro? E se l’uomo è un tale fallimento, perché continuare a metterlo al centro di ogni progetto sociale?

“Abbiamo cercato di creare un prototipo ispirandoci ad un archetipo, ma abbiamo creato uno stereotipo.”

Questa è la conclusione a cui giungono i nostri dei.

CAST
Cristina Castigliola

Cristina Castigliola è un tracagnotto, un po’ pasticcione Efesto. Afflitto da un complesso d’inferiorità rispetto al fratello Ermes e gli altri dei, si riconosce solo nel proprio lavoro.

Mila Boeri

Mila Boeri un ingenuo, un po’ allampanato Ermes forse quello che mostra di avere più indagato quelle che sono le caratteristiche più del femminile e che vorrebbe cercare di assumerle o quantomeno integrarle nel nuovo maschio da ricostruire.

Matilde Facheris

Matilde Facheris, infine, è Zeus, uno Zeus con uno spiccato accento milanese, una via di mezzo tra il “bauscia” e il ”milanese imbruttito” che ritiene che tutto debba ricostruirsi dal punto di vista del sesso

REGIA E SCENOGRAFIA
Rita Pelusio

Regia di Rita Pelusio.
Rita Pelusio attrice comica che molti ricorderanno per averla vista in diversi personaggi nella trasmissione Colorado Caffe è qui coautrice con Domenico Ferrari e regista dello spettacolo.
La scenografia di Serena Serrani interessante, con pannelli che creano quinte sul palco, raffiguranti parti del corpo, parti di questo uomo da ricostruire.

CONCLUSIONE

Un simpatico spettacolo che cerca d’indagare i motivi e gli aspetti della crisi d’identità che attraversa in questo periodo l’uomo, inteso come maschio (in realtà è una crisi che accomuna anche la donna).
Ancor più interessante perché messo in scena da una compagnia di Drag King.
Un gruppo di donne che nel loro percorso teatrale hanno deciso di fare un percorso che indaga il maschile che abita in loro e che portano in scena le domande, i dubbi, gli interrogativi, le debolezze, del maschio, il tutto in chiave comica e lieve.
Un sorta di Matrioska, di gioco nel gioco.
Al termine dello spettacolo vi è stato anche un incontro con tutto il Kollettivo Drag King per un scambio che permettesse di conoscere meglio questo aspetto dello spettacolo che credo sia abbastanza sconosciuto alla maggior parte.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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