UN GRANDE GRIDO D’AMORE – La nostra recensione

un grande grido d'amore
Dal 21 al 26 gennaio 2020
Teatro San Babila
  • PRESENTAZIONE
  • LO SPETTACOLO
  • IL CAST
  • REGIA
  • CONCLUSIONI
PRESENTAZIONE

La commedia “Un grande grido d’amore” è opera di Josiane Balasko, attrice, regista, sceneggiatrice e scrittrice francese che ha una raffinata e ironica personalità artistica capace di descrivere e giocare senza pudore con temi di attualità scottanti.

LO SPETTACOLO

I protagonisti, Gigì Ortega e Hugo Martial, sono due attori ed erano una coppia famosissima fino a una quindicina di anni prima, coppia anche nel privato. Poi lei ha abbandonato le scene e lui continua a fare spettacoli ma non è più, il suo, il nome di richiamo per il pubblico.

La storia prende le mosse da un incontro di emergenza tra l’agente Silvestre e il regista, Leon, con Hugo Martial poiché si trovano davanti alla defezione dell’attrice protagonista, che doveva essere partner di Martial, poco prima del debutto dello spettacolo.

L’agente Silvestre per risolvere la situazione non trovando altri nomi famosi che la possano sostituire, decide di riunire nuovamente la mitica coppia Ortega/ Martial sperando che la rentrée della coppia porti grande pubblicità e pubblico allo spettacolo e contatta l’attrice.

Da qui iniziano una serie di stratagemmi e imbrogli per convincere Hugo e Gigì a tornare insieme dato che tra i due non corre più buon sangue.
Silvestre dimostra di essere la vera regista di tutta la messa in opera di questo futuro spettacolo, infatti con ben orchestrate bugie non solo all’attore di cui è agente, ma anche alla possibile sostituta ed anche al regista, riesce a convincere i vari personaggi ad accettare le sue proposte. Riesce a convincerli a cercare di essere una squadra per il bene e la buona riuscita dello spettacolo.

Infatti il vero unico interesse di Silvestre è la buona riuscita ed il successo dello spettacolo, tutto il resto è subordinato.
Nel frattempo i due protagonisti nel provare per la messa in scena dello spettacolo, rivivono i loro trascorsi, lei ex alcolista con un tentato suicidio alle spalle, lui terrorizzato di non raggiungere più il successo, ripercorrono e rinverdiscono anche l’antico sentimento che li aveva legati.
Due prime donne, travagliati, irritabili, sempre alla ricerca di attenzione e di primeggiare
In mezzo a loro un regista succube di questi artisti rimasti bambini indisciplinati e capricciosi.

CAST

BARBARA DE ROSSI – Gigi

GRANDE GRIDO
Barbara De Rossi e Francesco Branchetti

Barbara De Rossi nella parte di Gigi riesce a render bene, in maniera ironica ed autoironica, le angosce, le depressioni di un artista che ha conosciuto il grande successo e che ora si sente messo ai margini, le angosce di chi sente che il tempo è passato e che è sempre più difficile trovare ruoli adatti a se.

FRANCESCO BRANCHETTI – Hugo

Francesco Branchetti interpreta Hugo, uomo e attore che non vuole riconoscere neanche con se stesso di essere fragile, di essere insicuro e di temere di non riuscire più a salire sul palco.
Peccato però la scelta di recitare sempre in modo un po’ urlato, sia quando è nei panni di Hugo, sia quando interpreta il personaggio da portare in scena che lo rende un po’ una macchietta.

SIMONE LAMBERTINI – Leon

GRANDE GRIDO

Simone Lambertini è il pavido regista Leon che si barcamena tra il regista i due volubili attori e si ritrova anch’egli manovrato dalla machiavellica agente.

ISABELLA GIANNONE – Silvestre

grande grido

Isabella Giannone è lei che interpreta Silvestre l’agente, colei che fa da collante tra questa banda di personaggi un po’ allo sbando. Con toni apparentemente svagati e innocui risulta convincente nella sua parte di manipolatore occulto.

REGIA

Francesco Branchetti è anche il regista di questa pieces.
Regia che si rivela un po’ lenta, troppo diluita e perde d’incisività.
Vi sono alcuni interventi che appaiono avulsi da tutto il percorso.

CONCLUSIONE

Commedia che affronta i temi del mondo dello spettacolo, del successo che talora travolge e sconvolge la vita delle persone in tono appunto di commedia, con ironia e comicità.
Peccato che sia mancato il ritmo e i tempi comici, per cui spesso risultava lento e scontato, motivo per cui si perdeva l’attimo giusto della battuta e quindi il risultato comico che si voleva raggiungere.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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