VISITE – TEATRO DEI GORDI

VISITE – TEATRO DEI GORDI

Ideazione e regia di RICCARDO PIPPA
Dramaturg GIULIA TOLLIS
Di e con Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vianza

Idea e regia di un giovane, come si dice, emergente.

In effetti con quest’opera Riccardo Pippa ha conquistato la ribalta.
Non solo ha suscitato l’interesse di Andrée Ruth Shammah che lo ha voluto al teatro Parenti come produzione del Teatro Franco Parenti, ma ha ricevuto ottime ed entusiaste critiche dai maggiori nomi delle più quotate testate giornalistiche.

20 giorni di rappresentazioni e fino ad ora sempre tutto esaurito.

La compagnia dei Gordi ha fatto la scelta del “silenzio”, intendendo con questo che nella loro rappresentazione non c’è testo, o meglio, qualche parola viene detta, ma sono veramente pochissime.
Tutto è affidato ai corpi, ai gesti, alle maschere ed alla musica che sempre presente da il ritmo dello svolgersi delle azioni.

Gli spunti son stati l’accoglienza, il trascorrere del tempo, la casa come luogo di ritrovo, aperta al passaggio delle persone e agli attimi di vita che si sviluppano.
Il luogo è una camera da letto.
Si parte dalla fine per raccontare l’inizio.

Una donna anziana (i personaggi anziani sono rappresentati oltre che dalla straordinaria bravura degli attori nel mostrare nei gesti, nelle posture, nei movimenti l’età avanzata, anche dalle stupende maschere di cartapesta opera di Ilaria Ariemme) fa l’ingresso in questa camera da letto, che è anche soggiorno, casa, come si vedrà con il procedere dell’opera.

Raccoglie alcuni oggetti li ripone in una borsa come per portarli a qualcuno altrove ed esce…e da qui inizia un vorticare, un entrare, uscire di sei bravissimi attori.
S’incontrano, si guardano, si cercano, si divertono, si amano e si respingono.
La camera/casa è luogo d’incontro, di passaggio, di vita.

Inizialmente, come dicevo, il ritmo è frenetico come lo è la vita della gioventù, di corsa, alla ricerca, con tante cose da fare, da dire, da provare e sperimentare.
Amori che nascono, amori non detti, amicizie.

Il tutto narrato con i corpi, con i gesti, con le situazioni.
Il ripetersi in modo esasperato, come un disco che si incanta, di alcuni gesti a significare il trascorrere di anni in qualche modo sempre uguali.

Poi il ritmo, i gesti delle entrate e delle uscite rallenta, siamo entrati in un’altra età, quella della maturità
Finché si giunge alla vecchiaia, alla cosiddetta terza età.

Rimane in scena solo una coppia, i gesti si fanno lenti, incerti, misurati, calcolati.
Ci sono gesti simbolo, ricordo, il ripeterli riporta alla mente ed al cuore momenti di vita vissuta.

Infine il fondo del palco si solleva, lo spazio si amplia, siamo in un ospizio.
Una nuova casa che accoglie, ci sono ancora movimenti, azioni ormai talora faticose; gesti di cura, di attenzione, di piccole delicatezze.

Qui giunge l’anziana signora che abbiamo visto al inizio, in visita da un’amica.

Termina così con quest’immagine di questi cinque vecchietti nella loro ultima casa.
Non è un’immagine triste, tutt’altro, vi è tenerezza, poesia, gioia delle piccole cose che la vita ancora può dare come possono essere le caramelle nascoste nel armadietto o preparare le luci del presepe comune.

Un opera interessante, toccante, intensa.

Ultimissima chicca: al uscita in vendita delle magliette con dei disegni rappresentativi dello spettacolo.

In scena ancora per qualche giorno al Teatro Franco Parenti;  vi consiglio, se, tra i mille impegni che il periodo pre- natalizio comincia ad imporci, trovate uno spazio, di cogliere l’occasione di andarlo a vedere.

bty

Se poi rimarrete soddisfatti come lo sono stata io, o se, non avrete trovato il tempo per vedere questo spettacolo, ma la cosa vi ha incuriosito, dal 13 al 16 dicembre al Teatro Verdi – v. Pastrengo 16 sempre a Milano verrà rappresentata un’altra opera di Riccardo Pippa sempre con i Gordi: “SULLA MORTE SENZA ESAGERARE”.
Non perdete l’occasione.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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