Winston vs Churchill – La nostra recensione!

WINSTON VS CHURCHILL

Dal 8 al 19 gennaio 2020
Teatro Parenti

• PRESENTAZIONE
• LO SPETTACOLO
• IL CAST
• CONCLUSIONI

PRESENTAZIONE

Tratto dall’opera di Gabardini – Churchill, il vizio della democrazia, lo spettacolo di Paola Rota ci presenta l’uomo e il politico a confronto, le grandezze del politico e le debolezze, le sofferenze dell’uomo.
Un uomo che è un icona, in un certo qual modo è il Novecento, è l’Europa; si può dire che con le sue scelte politiche ha salvato l’umanità dall’autodistruzione.

LO SPETTACOLO

E’ un Winston ormai vecchio quello che compare in scena, un uomo ormai lontano dalla vita pubblica, dalla politica, che si confronta e si dibatte tra gli affanni della sua salute fisica, i tormenti della sua anima, della sua depressione e dei suoi vizi.
Ripercorre tra se e con/per la sua infermiera Margaret i ricordi della sua vita a servizio della nazione, i suoi ideali, i suoi incontri con uomini che hanno fatto insieme a lui la storia.
Mostra in questo viaggio autobiografico non solo gli aspetti dell’uomo pubblico, del politico, ma anche i suoi lati più umani, i suoi sensi di colpa per tragici ricordi, come la disfatta dei Dardanelli nel 1915; la sua lotta contro la vecchiaia che uccide il corpo, ma non lo spirito; la battaglia contro la giovane infermiera che cerca di vietare o quantomeno contenere i suoi eccessi; mostra i suoi vizi e le sue dipendenze dall’alcol, dalle anfetamine, dal fumo dei suoi amati sigari; come un bambino nasconde l’alcol e i sigari per potersi sottrarre ai divieti, ma come un bambino anche ama giocare e ridere e ama il suo gatto.
Un racconto che si dipana alternando e contrapponendo in continuazione l’uomo e l’icona, un alternarsi tra i ricordi e la quotidianità, tra comici battibecchi tra un vecchio e chi lo cura e reminiscenze storiche.

CAST
Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston è, come al solito, eccezionale nel ruolo del vecchio Churchill fiaccato nel fisico, che però non ha perso la sua pungente arguzia, che tossisce, si impasticca, urla, s’intristisce e si dispera per le alcune sue vicende familiari, si diverte a sfidare, provocare la sua giovane infermiera, ma anche gioca con allegria con lei e sempre si pone una domanda che lo insegue e lo perseguita:

“ Ho fatta del mio meglio? Ho fatto tutto il mio meglio?”

Lucienne Perreca

Lucienne Perreca è la giovane infermiera Margaret inizialmente apparentemente timida ed impaurita dal personaggio che deve assistere, ma ben presto si rivela donna di carattere che sa far valere la propria persona, il proprio ruolo, sincera e anche severa talora nel giudicare l’uomo che le sta di fronte.

REGIA E SCENOGRAFIA

La regista Paola Rota sceglie una scenografia, di Nicolas Bovey, scarna.

Un area circolare (una collina od un tappeto?) su cui troneggia una, LA, poltrona di Winston; pochi oggetti in quest’area circolare: una vecchia radio – l’uomo pubblico, le notizie, la storia, radio Londra e un mappamondo – l’uomo privato, dove nasconde il gin, lo champagne, i sigari.
Anche la scelta di alternare musiche classiche a brevi brani metal, assordanti, sottolineano il continuo contrasto di umori del protagonista.

CONCLUSIONE

E’ indubbiamente un viaggio affascinante alla scoperta di questo imponente personaggio della storia che pure appare così umano, pieno di difetti e, paradossalmente, fragile.
E’ sorprendente scoprire come, avanti nel pensiero di quasi un secolo, Churchill avesse già sognato, immaginato, la salvezza della cultura occidentale per mezzo della costituzione degli Stati Uniti d’Europa, realtà ancor oggi così lontana; sogno immaginato da un uomo che appartiene proprio a quel popolo che oggi se ne chiama fuori da quest’unione.
Uno spettacolo appagante ed affascinante perché esamina un personaggio dalle molte sfaccettature che si è trovato ad essere un perno fondamentale della storia della sua epoca; perché gli interpreti sono veramente magistrali; perché a distanza di più di cinquant’anni i temi che lo riguardano sono ancora di incredibile attualità.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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