AFTER LIFE – LA NOSTRA RECENSIONE!

AFTER LIFE
After Life: come sopravvivere alle fatiche della vita
PRESENTAZIONE

After life è una serie televisiva britannica creata, diretta, prodotta ed interpretata da Ricky Gervais.

La prima stagione di After Life composta da 6 episodi è stata distribuita da Netflix l’8 marzo 2019, seguita, il 24 aprile 2020, dalla seconda stagione, anch’essa composta da 6 episodi.

La serie ha avuto così tanto successo che il 6 maggio è stato ufficializzato il rinnovo per una terza stagione.

 “Poiché molti di voi hanno visto After Life 2 così velocemente facendola piazzare al numero uno, le persone gentili di Netflix hanno pensato che dovrei muovere il cu*o e fare un’altra stagione. È tutta colpa vostra” (tweet di Ricky Gervais)

RICKY GERVAIS

Ricky Gervais il più adorabile “cattivo” del mondo dello spettacolo: ovvero un comico senza peli sulla lingua, senza tabù e con una voglia matta di sfogarsi su tutto e tutti senza eccezione alcuna.

E’ diventato famoso nel 2001 grazie al suo insopportabile alter-ego della sit-com The Office, il manager con manie di egotismo David Brent, odiato da tutti i dipendenti eppure convinto di essere incredibilmente simpatico e brillante. Serie durata  2 stagioni che gli è valsa numerosi premi e riconoscimenti.

Divenuto una star famosa sia a Londra che negli State, tanto che è stato chiamato a condurre per tre edizioni consecutive i Golden Globe.

E’ noto ormai per la sua comicità feroce e politicamente scorretta.

Ha continuato a produrre speciali di stand-up comedy di successo, tra cui Humanity che è possibile vedere anch’essa su Netflix.

LA TRAMA

After Life è incentrata su Tony (Gervais), un giornalista di mezza età la cui vita viene sconvolta dalla morte della moglie per cancro. Dopo aver pensato al suicidio, Tony decide invece di vivere per punire il mondo facendo solo ciò che vuole e non avendo peli sulla lingua.

«Non mi interessa se sono vivo o morto. Quindi posso fare lo stronzo e dire tutto quello che voglio finché mi va, quando raggiungo il limite mi suicido» (Tony)

Gli episodi di After Life narrano lo svolgersi più o meno sempre uguale della giornata di quest’uomo di mezz’età che deve andare avanti nella sua vita che dopo la perdita della moglie, gli appare inutile e priva di senso.

Tony si sveglia guardando un filmato che gli ha lasciato la moglie prima di morire con una serie di consigli per aiutarlo a continuare a vivere, spesso mescolati a filmati della loro vita comune girati da Tony stesso.

La giornata prosegue con i vari incontri di personaggi: il postino, i colleghi del lavoro, lo psicanalista (che dovrebbe aiutarlo ad elaborare il lutto e superare la fase depressiva), il padre malato di Alzheimer in una casa di riposo, alcuni personaggi femminili una nuova e giovane collega, l’infermiera della casa di riposo, una prostituta (ops, scusate, una professionista del sesso) un donna anziana che incontra al cimitero , che sono i personaggi che maggiormente contribuiscono a dare comprensione ed allo stesso tempo una scossa energica all’apatia sconsolata di Tony.

La seconda stagione di After Life procede sulla stessa falsariga.

Nella prima stagione Tony cercava di dare un senso alla propria esistenza senza la moglie accanto. La sua domanda era se valesse la pena continuare quella vita e riteneva che terminate le due responsabilità che ancora aveva verso il padre e il suo cane, l’unica cosa da fare sarebbe stata il suicidio.

Nella seconda stagione Tony cerca invece in che modo portare avanti la sua vita.

L’incontro con i vari personaggi che orbitano intorno alla vita di Tony gli hanno fatto capire che ci sono persone che si preoccupano per lui, non tutti sono respinti dai suoi comportamenti e dalle sue frasi taglienti.

Ci sono altre persone, oltre alla sua amata e perduta Lisa, che intuiscono e vedono sotto la scorza il suo animo in fondo gentile e buono.

E così in questa seconda serie cerca di andare avanti cercando di essere d’aiuto agli altri.

I PERSONAGGI

Ricky Gervais, come abbiamo già detto, interpreta Tony Johnson il protagonista di After Life. La sua interpretazione è un perfetto dosaggio di cinismo, tristezza, nostalgia, umorismo, disperazione, amore, gentilezza. Non si può fare a meno di aderire completamente ai suoi stati d’animo.

Kerry Godliman, nel ruolo di Lisa, la moglie di Tony, compare solo nei filmati che quotidianamente guarda Tony, sia nella sua versione di malata terminale che nella sua vita coniugale. Una donna semplice con pregi e difetti, amori e passioni. Conosce così bene il suo uomo che sa che dovrà guidarlo anche quando non ci sarà più.

Tom Basden è Matt, il cognato di Tony, nonché direttore del giornale. Sempre preoccupato che Tony compia gesti irreparabili, desideroso di aiutarlo ad uscire dal baratro; un uomo che cerca sempre il buono in tutte le persone che incontra e nelle cose che accadono.

David Bradley è il padre di Tony, affetto da Alzheimer, rappresenta un po Tony da vecchio, dice ciò che gli passa per la mente, senza cogliere quando causa dolore o irritazione. Ma è comunque il padre ed è un affetto ed un motivo per cui Tony continua a vivere.

Ashley Jensen è Emma, l’infermiera del padre di Tony,  donna pratica e nello stesso tempo sensibile. Sarà una delle figure che riusciranno a scalfire la corazza di Tony e a scuoterlo dalla sua disperazione e autocommiserazione, fino a suscitare “qualche cosa” in lui e a dargli un qualche motivo per riprendere il cammino.

Ace Frehley  è lo psichiatra, una figura in realtà molto egocentrica, incentrata su se stesso e che elargisce consigli discutibili se non addirittura inopportuni.

Penelope Wilton è Anne una  vedova che Tony incontra al cimitero, quando va a trovare la moglie morta e che finisce per diventare, lei con la sua semplice saggezza di donna più anziana la vera psicoterapeuta per Tony.

Roisin Conaty è Roxi/Daphne una prostitute, o meglio, una professionista del sesso, come lei si definisce. Anche lei una donna pratica, realista, ma che ben conosce l’animo e i bisogni umani, in particolare del maschio. Anche lei sarà un punto di riferimento e di sprone per Tony.

Vi sono ancora altri personaggi che gravitano ed entrano in collisione con Tony, tra cui ricordiamo ancora: Tony Way che è Lenny, Diane Morgan che è Kath e Mandeep Dhillon che è Sandy colleghi del giornale che in modi diversi interagiscono con i malumori e la disperazione di Tony.

CONCLUSIONI

After Life è una serie molto particolare: si compone di episodi tutto sommato brevi, durano circa una trentina di minuti, dove non ci sono avvenimenti o fatti eclatanti, ma si tratta del normale, quotidiano svolgersi di una vita mediocre, in un piccolo paese.

Il grande pregio è quello di trattare appunto proprio di fatti comuni e quotidiani, che possono toccare chiunque di noi.

Soprattutto tratta di sentimenti che appartengono a tutti gli esseri umani e che prima o poi sperimentiamo tutti noi  o i nostri amici o parenti.

Tratta i temi della morte, del lutto, della sofferenza, della solitudine, della difficoltà di amare, dell’amicizia, tutto in modo semplice e vero.

Alternando momenti di grande comicità, di puro stampo english, a momenti di intenso dolore, di grande nostalgia e tristezza.

Con After Life in trenta minuti si può passare dal riso alle lacrime per terminare però sempre con una piccola fiammella di speranza che brilla.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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