Karaoke istruzioni per l’uso

Alzi la mano chi non hai mai cantato al karaoke almeno una volta nella vita.

Al matrimonio del nostro migliore amico, alla notte bianca del paese, nei più trasandato locale della Brianza, tutti prima o poi ci siamo cascati.

Che poi alla fine il Karaoke è divertente, più per chi si cimenta che non per chi ascolta, ma tant’è…alla tentazione di esibire le proprie doti canore non si scappa.

Karaoke è una parola giapponese che deriva dall’unione tra la parola kara ( vuoto) e il termine ōkesutora (オーケストラ, pronuncia giapponese della parola orchestra) e il Giappone è, in effetti, il paese in cui questo tipo di intrattenimento spopola. In Giappone ci sono delle vere e proprie sale, spesso dei palazzi, chiamate karaokekan, dove le persone possono prenotare, a tariffa oraria, una saletta privata con tv e microfoni per cantare tra amici. E mentre si canta è possibile ordinare bevande alcoliche o meno a seconda della piega che si vuol fare prendere alla serata. Per i giapponesi il karaoke è una cosa seria, ma l’intimità della saletta relega le figuracce al ristretto gruppo di persone con cui si è scelto di condividere il momento.

Ahi noi, in Italia non siamo così fortunati e chi vuole provare l’ebrezza del karaoke spesso obbliga un pubblico  ben più allargato a subire delle performance canore non proprio degne di Sanremo.

Ma non bisogne per forza essere dei cantanti professionisti per fare una bella figura davanti la microfono. Se teniamo a mente queste 4 semplici regole ognuno di noi, da cantante improvvisato, può trasformarsi in una piccola star.

1.LA SCELTA DELLA CANZONE

La scelta della canzone è importantissima. Spesso ci facciamo trasportare dalle cose che ci piacciono e scegliamo pezzi difficili, con acuti inarrivabili o con cambi di tono repentini. “Less is more” come dicono gli inglesi, scegliete quindi pezzi semplici, orecchiabili, che il pubblico conosce e che avrà piacere ad ascoltare e cantare con voi.

E poi, se non l’avete cantata almeno una volte sotto la doccia, non sceglietela, significa che non la padroneggiate.

2.INTERPRETATE

Non cercate di copiare il cantante originale, fate vostro il pezzo. L’avete scelto perché è facile o orecchiabile ma anche perché, per voi, significa qualcosa: che vi ricordi un momento triste, felice di noia o altro, metteteci quel sentimento dentro e trascinerete il pubblico.

3. NON URLATE NEL MICROFONO

Cantare non significa urlare. Fuori la voce sì, ma non lasciatevi trasportare dal volume della musica e dalla tentazione di dover farvi sentire. Avete un microfono, usatelo bene: vicino alla bocca sulle note basse, più lontano sugli acuti. Gestendo la voce con più sfumature il pezzo sarà più gradevole e darete colore e spessore alla vostra interpretazione.

4. RESPIRATE

Nel canto la respirazione è fondamentale, anche se siete emozionati cercate di prendere le giuste pause, e i giusti respiri. Arriverete pronti all’acuto e non sarete in affanno sui ritornelli.

E ora tocca a voi, alla prossima occasione saprete cosa fare!

 

 

Flora Leoni

Sono Flora, appassionata di musica, cantante per hobby ma soprattutto mamma.

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