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Diario sentimentale di un giornalista con Beppe Severgnini, la recensione!

Diario sentimentale di un giornalista

DIARIO SENTIMENTALE DI UN GIORNALISTA, messinscena musicale tratta dal libro Italiani si rimane di Beppe Severgnini con Beppe Severgnini
e con Serena Del Fiore alla consolle e Carlo Fava voce e tastiera

Lunedì 7 ottobre 2019 al Teatro Carcano

  • L’INTRODUZIONE
  • LE LEZIONI
  • L’INVITO AI GIOVANI
L’INTRODUZIONE

Buio in sala, luce sul palco che illumina una tastiera, ingresso di un musicista, Carlo Fava, applauso e… la serata ha inizio con un momento di suspence ed imbarazzo perché la tastiera non si accende.

Comunque dopo un breve via vai di tecnici, lo spettacolo può avere inizio con un bellissimo brano di questo cantautore “Una bellissima ragazza”.

Si entra quindi nel vivo della serata con l’ingresso di Beppe Severgnini, che motiva anche la presenza in apertura di questo cantante con questa precisa canzone.

E’, possiamo dire, l’introduzione del libro e quindi dello spettacolo della serata.

Infatti una frase del testo è usata da Severgnini come esergo (prima cosa che ho imparata nella serata: la citazione che si trova all’inizio di un testo si chiama così!) del libro Italiani si rimane, incipit e base dello spettacolo.

“bisognerebbe tradurre sé stessi
trovare un buon editore
per poi tagliare un po’ i discorsi
che col tempo sono solo rumore”

E Beppe da questo parte per una lunga chiacchierata, un racconto della sua vita professionale, accompagnata da una colonna sonora di brani noti meno noti che hanno accompagnato le varie tappe della vita lavorativa del giornalista.

Una biografia della sua vita lavorativa presentata non per vanità, desiderio di raccontarsi, ma perché Servergnini crede nell’importanza di trasmettere quelle esperienze che gli hanno dato delle lezioni di vita, che gli hanno insegnato verità che lui ritiene possano essere utili a chi lo legge, lo ascolta.

diario sentimentale di un giornalista
LE LEZIONI

Infatti lo spettacolo si articola in “lezioni”, c’è la lezione dell’incoscienza coscienziosa, oppure quella dell’adattamento felice o della fatica.

«Tra le lezioni che ho inserito nello spettacolo, c’è quella della fatica: ho sempre chiesto grande impegno a chi lavora con me, però arrivando a importanti gratificazioni professionali. Spesso purtroppo vengono invece chiesti grandi sforzi ma alle spalle non c’è un progetto. Odio l’espressione “fare la gavetta”, perché solitamente è un modo per usare gratuitamente il lavoro dei ragazzi».

Partendo quindi da questi capitoli, “lezioni”, Beppe Severgnini ci racconta le sue tappe professionali e raccontando la sua vita e il suo lavora parla anche del cambiamento, del cambiamento di un mestiere, il suo mestiere, e del Paese in questi 40 anni.

Parla dei suoi momenti felici, del suo piacere di trasmettere, insegnare, della gioia di veder crescere nuovi talenti.

Parla un po’ della sua filosofia di vita, dove è importante essere seri, capaci, affidabili e coerenti, ma evitando il più possibile pregiudizi, avendo gli occhi e la mente aperti sul mondo. Tutto questo però con leggerezza, con ironia, sapendo trovare sempre un motivo per sorridere.

Scorre così un ora mezza con serenità , con allegria, ma non con vacuità o frivolezze.

L’INVITO AI GIOVANI

Al termine un ultimo suggerimento ai giovani che si affacciano a qualsiasi professione:

«Ai ragazzi consiglio di imparare a fare tante cose diverse, di non fissarsi solo su uno strumento. Saper fare cose diverse è una risorsa, e una di quelle cose potrebbe rivelarsi la salvezza».

 e un’altra bellissima canzone di Carlo Fava (questa volta senza inceppamenti dello strumento) “Scrivo” .

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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