DRAGPENNYOPERA: DAL 20 AL 23 FEBBRAIO AL TEATRO LEONARDO!

dragpennyopera
Foto di Valentina Bianchi

Dal 20 al 23 febbraio al Teatro Leonardo: DRAGPENNYOPERA!

SCHEDA

Per la prima volta, in collaborazione con MTM Manifatture Teatrali Milanesi, vengono presentati in un’unica rassegna tre spettacoli che ripropongono il percorso svolto in questi anni dalla compagnia Nina’s Drag Queens.

DRAGPENNYOPERA

drammaturgia Lorenzo Piccolo – regia Sax Nicosia – con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò 

coreografie Alessio Calciolari – costumi Gianluca Falaschi – scene Nathalie Deana – musiche originali Diego Mingolla 

artwork Donato Milkyeyes Sansone – parrucche Mario Audello – disegno luci Luna Mariotti 

assistenza ai costumi Rosa Mariotti – assistenza alla regia Mila Casali – produzione Aparte Società Cooperativa – grazie a la Corte Ospitale – Progetto Residenze, ATIR-Teatro Ringhiera 

con il contributo di Fondazione Cariplo – nell’ambito del progetto fUNDER35 – spettacolo selezionato da NEXT 

produzione Nina’s Drag Queens

DRAGPENNYOPERA la storia . E’l’alba. Nel cortile di un carcere, un plotone di vedove attende l’esecuzione del bandito Macheath. Polly, Peachum, Jenny, Lucy, Tigra: donne che tradiscono, che lottano, donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita, che pulsano vitali in uno scenario desolato. Saranno loro a dare vita a questa storia: una storia di amore, morte, sesso e soldi. Macheath è l’unico uomo, il bandito, l’eterno assente, e suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti.

Lo spettacolo DRAGPENNYOPERAè ispirato a “The Beggar’s Opera” di John Gay, commedia musicale scritta nel 1728, in cui l’autore miscelava la musica colta e la canzone da osteria, adattando canzoni già note al pubblico. Allo stesso modo le Nina’s Drag Queens attingono al repertorio della musica contemporanea e lo reinventano all’interno di un cabaret agrodolce, sotto il segno di un umorismo amaro e politicamente scorretto.

NOTE DI REGIA

“Una metropoli indefinita ma inevitabilmente attuale.

Un potere assoluto, corrotto e stolido, che si intreccia all’illegalità e alla malavita.

Un mondo di miserabili dove l’unica bussola è l’interesse personale.

Un mondo popolato di figure femminili estreme nei sentimenti e nei comportamenti, animalesche e inquietanti ma al tempo stesso ironiche: drag queen, insomma.

La drag queen, clown dell’eccesso in bilico tra pop e melò, dai tratti esagerati e smaccatamente finti, è la nostra strada per indagare personaggi al limite come questi. Il bandito Macheath è la presenza-assenza viscerale che anima ogni gesto di queste figure che hanno la voce di Mina e il corpo di un maschio. E queste creature, anfibie e multiformi per loro natura, si muovono in uno spazio scenico precario, in bilico sul piano inclinato di una catastrofe.

La frammentazione dello spazio scenico procede di pari passo con un testo esploso, mescolato a canzoni in playback, coreografie, continui cambi di punto di vista, continui dentro-fuori dall’azione scenica.

Nel guardare a ‘The Beggar’s Opera’ non si può prescindere dalla versione di Brecht/Weil. Nel caso delle Nina’s Drag Queens questo ha portato a un approccio ancora più profondo e diretto con il pubblico, a una riflessione sul ruolo del teatro nella società, sulle forme in cui una storia può essere esemplare, etica.

Lo ‘straniamento’ della drag queen è dato dal suo essere una maschera postmoderna, e la libertà espressiva di cui gode in quanto maschera alza la posta in gioco, riporta il teatro a ciò che deve essere: il luogo dello scontro. Lo stesso playback è una menzogna assoluta, così assoluta da poter diventare, nel contesto di una drammaturgia che la include, una strana forma di verità.”

Sax Nicosia

LA COMPAGNIA

Le Nina’s Drag Queens sono un gruppo di attori e danzatori che hanno scelto di coniugare teatro e arti performative intorno alla figura multiforme, eclettica e irriverente della Drag Queen, in un percorso di ricerca fortemente legato alla rilettura e riscoperta dei classici teatrali. 

La compagnia nasce nel 2007 a Milano da un’idea di Fabio Chiesa presso il Teatro Ringhiera, indagando personaggi ed estetica drag attraverso happening e serate di varietà. Sviluppa negli anni seguenti la sua poetica creando Nina’s Radio Night (2011), Il Giardino delle Ciliegie (2012), DragPennyOpera (2015), Vedi alla voce Alma (2016), Queen LeaR (2019) e portando avanti in parallelo una fervida attività di laboratori en travesti.

Il teatro delle Nina’s Drag queens, da sempre creato coralmente, è fatto anche di canzoni, coreografie, citazioni, attingendo dalla cultura pop, dal cinema e dall’opera lirica. È una forma di teatro che manipola materiali esistenti e li sviluppa in contesti nuovi, superando la divisione tra generi artistici.

DICONO DI NOI

Con un tocco di impertinenza, potremmo dire che dopo Brecht/Weill ci sono le Nina’s Drag Queens. DragPennyOpera è un ludico, ma non troppo, remake della settecentesca Beggar’s Opera di John Gay. Non una parodia in chiave queer, ma, come già nel Giardino delle ciliegie, un interessante corto circuito tra estetica camp e codici teatrali, attore e maschera. (…) Hanno corpi sfrontati che si (tra)vestono con parrucche, tacchi e colli di pelliccia, su una scena a vista con incursioni in platea sul filo del gioco e dell’emozione impudente.

Al playback di rigore drag con coreografie e musiche azzeccate (Guarda che luna di Petra Magoni eseguita sotto il patibolo è un colpo da maestre) alternano interpretazioni live (da citare Stefano Orlandi con Grande grande grande), mentre la drammaturgia di Lorenzo Piccolo ricama tra parole, citazioni e canzoni, Brecht, Anna Magnani e Monica Vitti. Non più Francesco Micheli, ma Sax Nicosia alla regia, che spinge sui contrasti. (…) Ironico, buffo, con un fondo di malinconia. (…) Non si può non amarle.

Sara Chiappori, La Repubblica

Le Nina’s sorprendono da subito con la loro coralità. (…) Si inseguono in un trascinante labirinto di ipocrisie, incanti, amicizie, ironie, umane bestialità, parodie, amori, morte. (…)

Complici i meravigliosi costumi ‘parlanti’ di Gianluca Falaschi, le donne raccontano se stesse e fanno vivere Macheath nelle loro parole. (…)
Le luci di cinque cappi illuminano altre possibili verità e fanno sorgere il dubbio che Macheath, in un rocambolesco gioco di specchi, abbia i volti di Peachum, Polly, Lucy, Tigra, Jenny. 

Raffaella Viccei – Stratagemmi

INFORMAZIONI

MTM Teatro Leonardo

Via Andrea Maria Ampère, 1

da giovedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30
durata: 90 minuti

Biglietti: Intero 25€, Intero giornata di debutto 15€, Convenzioni 20€, Ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20€, Under30/Over65 15€, Scuole di teatro e Università 15€, Ridotto DVA 12,50, Scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10€


Abbonamenti: Arcobaleno, Arcobaleno tandem, Arcobaleno over 65, Carta regalo x2, Carta regalo x4, Abbonamento le Vie en Rose
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Valentina Oliva

Ciao a tutti sono Valentina! Sono una persona solare e determinata! Cerco di dare il massimo in tutto quello che faccio e mi interesso a quante più cose possibili! Mi piace studiare e imparare nuove cose ma la mia grande passione è la recitazione. Studio anche canto e spero un giorno di poter lavorare nel mondo teatrale e nel mondo del teatro musicale.

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