Una bugia tira l’altra: la recensione

Una bugia tira l'altra

Va in scena al Teatro Martinitt fino al 13 ottobre Una bugia tira l’altra, adattamento di Se devi dire una bugia dilla grossa di Ray Cooney

  • LO SPETTACOLO
  • L’ADATTAMENTO E LA TRAMA
  • IL CAST E LA REGIA
LO SPETTACOLO

Dal 26 settembre al 13 ottobre 2019
UNA BUGIA TIRA L’ALTRA
Adattamento “Se devi dire una bugia dilla grossa” di Ray Cooney
Regia e adattamento di Matteo Vacca
Una bugia tira l’altra
di Ray Cooney
adattamento e regia di Matteo Vacca
con Matteo Vacca, Marco Morandi, Marco Fiorini, Annalisa Amodio, Manuela Bisanti, Veronica Pinelli, Giancarlo Porcari, Valeria Sandulli e con Wong Xiao Li

L’ADATTAMENTO E LA TRAMA

Riparte alla grande la stagione teatrale del Teatro Martinitt con Una bugia tira l’altra, un testo che è un adattamento di una commedia (Se devi dire una bugia dilla grossa) di Ray Cooney, rappresentata in tutto il mondo e vincitrice del Premio Lawrence Olivier come miglior commedia dell’anno a Londra.
Commedia degli errori o meglio delle menzogne e dei fraintendimenti.
La situazione è molto comune: un uomo in vista, un onorevole che anziché svolgere il proprio dovere e presenziare ad una seduta alla camera, ne approfitta per un incontro galante con un segretaria di collega di un partito della parte avversa.

Ovviamente sia l’onorevole che la segretaria sono sposati.
L’imprevisto sconvolgente che dà il via ad una serie di bugie, gag, battute, è la scoperta di un morto nella stanza.
Da qui inizia un carosello di personaggi che entrano ed escono dalla scena.
Una serie di piccole bugie, omissioni, che diventano mano a mano sempre più complesse e confuse.
C’è il classico individuo semplice, onesto, ingenuo ed incapace di dire di no, il portaborse dell’onorevole Giorgio Franchetti ( lo stesso Matteo Vacca), che viene coinvolto, per togliere dall’impasse il suo capo, in una serie di situazioni incredibili ed esilaranti.

Una bugia tira l'altra

Si tratta di un susseguirsi di gags, equivoci, tradimenti, scambi di persona che però mettono a nudo le debolezze, le ipocrisie, le mancanze e le insicurezze dell’essere umano.
L’adattamento di Matteo Vacca, che ambienta tutto ciò nei giorni nostri, permette inoltre di indirizzare frequenti e pungenti battute ai fatti e ai politici del momento.
Motivo in più questo per ridere veramente di gusto.

La commedia risulta decisamente esilarante. Pur trattando situazioni comuni che potrebbero scadere nel già visto o nel grossolano, riesce invece ad essere fresca, leggera e a suscitare la risata spontanea.
Il primo tempo forse ha qualche momento di incertezza di non completa scorrevolezza, ma il secondo tempo è veramente una girandola scoppiettante, il ritmo è incalzante fino ad un finale dove tutti tornano a casa con ancora tutti i loro piccoli, grandi segreti.

IL CAST E LA REGIA

Attori tutti veramente all’altezza, precisi sui tempi, perché in particolare in una commedia la precisione dei tempi è un elemento fondamentale per la riuscita. Una menzione speciale per l’attore che interpreta il cadavere (Giancarlo Porcari), perché, da cadavere, da prova di una grande elasticità e mobilità.
Un’altra citazione a Matteo Vacca che oltre ad aver fatto un ottimo adattamento e una brillante regia, nella parte di Giorgio Franchetti, ha alcuni momenti di recitazione fatti solo di mimica facciale e gioco di sguardi veramente esilaranti.

 

Elena Grossi

Sono... un medico!...? Una pediatra... e quindi cosa ho a che fare con l'arte? Forse perché nella mia... lontana... adolescenza sono stata a lungo combattuta (prima di essere travolta dalla passione per la medicina) tra l'idea di frequentare il Conservatorio, piuttosto che il liceo Artistico e l'Accademia, forse perché l'essere sempre a contatto con i bambini ha mantenuto il mio animo giovane e sognatore, fatto sta che mi sono riavvicinata al mondo dell'arte, prima attraverso la danza, poi attraverso la pittura. Non ho mai tralasciato in tutti questi anni di andare a vedere film, teatro, concerti e soprattutto lo straordinario Notre Dame de Paris che mi ha portato ad avvicinare anche tutto quel mondo che sta dall'altro lato del palcoscenico! In qualche modo ho scoperto attraverso i miei vari percorsi di formazione della mia professione e delle mie passioni che il godere, fruire dell'espressioni artistiche, così come anche il praticarle direttamente possono essere terapeutiche per i sussulti, i disagi, i mali, ma anche i sogni dell'anima. Credo che per il benessere, l'armonia di ogni essere umano dovremmo tutti, almeno in qualche momento della nostra vita, praticare una qualche espressione artistica. Per tutti questi concatenarsi di motivi, non ultimo anche la mia passione nel vedere nascere, crescere e sbocciare questi nuovi giovani talenti, mi ritrovo in questa community di gioiosamente pazzi artisti, sperando di poter portare il mio piccolo sassolino alla grande montagna dell'arte.

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