“SEI GAY E MI FAI SCHIFO!”

Il caso scoppiato all’Isola dei Famosi.

Vi ricordate la bufera esplosa alcune settimane fa riguardante la marjuana e la droga che Francesco Monte avrebbe portato all’interno del reality show? Bene, cancellate tutto! Perché è scoppiato un nuovo caso: partiamo dal principio, nel corso della puntata del 24 Febbraio di Verissimo (in onda su Canale 5) l’ospite in studio Craig Warwick, l’uomo degli angeli, dichiaratamente omosessuale (che ha dovuto abbandonare il cast dell’Isola per un problema di salute) ha confessato per la prima volta di essere stato vittima di omofobia durante il suo soggiorno in Honduras. Craig ha infatti raccontato che nel momento in cui ha detto a Franco Terlizzi

 (concorrente dell’isola) di essere omosessuale e che da oltre ventuno anni è felicemente fidanzato con un uomo, quest’ultimo avrebbe esordito con la frase

“Che schifo”

esprimendo in questo modo il suo dissenso nei confronti di Craig e in generale delle coppie omosessuali. Ha inoltre dichiarato che dopo aver confessato al gruppo di essere gay, Franco avrebbe avuto degli atteggiamenti discriminatori nei suoi confronti, al punto da chiedergli di non avvicinarsi troppo durante la notte visto che i due dormivano vicini all’interno della capanna e altre situazioni poco piacevoli. Nel corso della puntata del 4 Marzo del reality, la produzione (dopo aver visto più volte tutti i video riguardanti l’accaduto e non avendo trovato nulla al riguardo) ha deciso di creare un momento di confronto tra Franco e Craig, che più volte dal suo rientro in Italia ha ribadito le accuse di omofobia subite proprio durante la sua permanenza in Honduras.

“Se vuoi chiedermi scusa, io quando torno in Italia ti abbraccerò davanti a tutti – replica Franco dall’Isola – ma se tu continui con queste menzogne io ti denuncio”

In soccorso di Franco intervengono anche altri naufraghi come Amaurys e Gaspare, che confermano: “Loro due non si sopportavano, ma Franco non penserebbe mai una cosa simile”. E a rincarare la dose interviene anche Mara Venier: “Craig, io ti stimo molto. Tu sei sicuro delle accuse che stai facendo? Perché è una cosa molto grave e non capisco perché non ne hai parlato subito”. A conclusione del confronto, però, i due sembrano giungere a un punto d’incontro:

“Quando torno in Italia – conclude Franco – ci abbracciamo e parliamo senza le telecamere”

Partiamo da un punto fondamentale: qualcosa è successo. Nel bene o nel male voglio pensare che queste parole non siano uscite dalla bocca di Franco. Se ciò è successo ha purtroppo dato un brutto esempio di omofobia: brutto perché la TV dovrebbe essere lo specchio della società (e voglio sottolineare il concetto di società che al giorno d’oggi non accetta la diversità come valore aggiunto ma con il suo significato negativo). Diamo atto che Franco dichiara di avere molti amici gay e che le loro scelte non gli creano problemi. Nella vita è stato un pugile professionista. Ha avuto un’infanzia travagliata e lo sport per lui ha costituito una rivincita con la vita (cosa che ogni persona desidera o meglio merita). Terminata la sua carriera sul ring, ha intrapreso la sua attività da personal trainer dei vip. È una persona ruvida e verace, non teme il confronto e basta non farlo arrabbiare. Ma ciò non giustifica (ammesso e concesso che sia realmente accaduto il fatto) il suo exploit. Purtroppo lo categorizza nel mondo dello stereotipo del gay come problema dell’umanità. Voglio credere e pensare che Franco non abbia mai detto una frase del genere, altrimenti rimarremmo sospesi nel vortice dell’irresponsabilità dei giudizi e dei valori. Siamo tutti persone (parlo per Franco e per Craig), e come tali meritano estremo rispetto. Le “scelte sessuali” a volte non dipendono da nessuno ma è la natura che ha già scelto e segue il suo corso. A volte (scaturite da futili motivi) si creano semplici incomprensioni che portano a queste situazioni. Cerco di dare un consiglio ai due protagonisti della vicenda: parlatevi, di persona, e non dietro ad una telecamera, perchè dal confronto nascono solo cose positive. Riguardo invece al caso Monte: non è che si sta cercando di spostare l’attenzione verso una tematica comunque importante tralasciando un fatto ancora più grave?

 

Luca Virone

Ciao, io sono Luca! Che ci faccio qui? Effettivamente non lo so neanche io! Scherzi a parte, studio canto, recitazione, solfeggio e amo il mondo del musical. Direi che sono buoni presupposti.

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